15 frasi celebri del papà di Alibaba. E quel video finale, sui sogni…


Nel giorno del suo 55° compleanno e del ventennale della fondazione del colosso del commercio on line Alibaba, Jack Ma ha fatto un passo indietro e ha lasciato la presidenza di Alibaba, il gruppo cinese del commercio elettronico da lui fondato esattamente venti anni fa, il 10 settembre 1999. A prendere le redini del colosso da 462 miliardi di dollari di valore di mercato (100 mila dipendenti, e ramificazioni nei servizi finanziari, nel cloud computing e nell’intelligenza artificiale) l’attuale CEO, Daniel Zhang, 47 anni. Prima di fondare Alibaba, Jack Ma aveva fatto l’insegnante di inglese. Oggi ha un patrimonio personale stimato da Forbes in 38,6 miliardi di dollari. Una fortuna che lo rende il secondo più ricco in Asia, superato soltanto dall’indiano Mukesh Ambani.

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Passaggio di consegne. La compagnia di Hangzhou ha ricordato che lunedì c’è stato l’ufficiale passaggio delle consegne con la presidenza data a Daniel Zhang, CEO del gruppo dal 2015 e indicato al nuovo ruolo già dallo scorso anno. Jack Ma, considerato l’uomo più ricco della Cina, “resterà molto attivo nella compagnia continuando a servire nel suo board e come membro a vita di Alibaba partnership”. Il suo futuro? Ma ha chiarito più volte di volersi dedicare all’educazione (“questo è quanto amo fare”, ha scritto una volta in una lettera pubblica postata online).  Un capitolo dedicato, come da lui stesso preannunciato, a progetti filantropici, in particolare nell’educazione e della povertà nelle aree rurali, due campi in cui, forse non a caso, è impegnato anche il governo cinese. “Alibaba è solo uno dei miei molti sogni – ha dichiarato proprio Jack Ma alla festa per i venti anni di Alibaba, citato dal South China Morning Post, oggi di proprietà del gruppo – mi sento ancora giovane, ci sono molti posti che voglio visitare, sfide da affrontare. Dopo stanotte comincerò un nuovo capitolo della mia vita”. In attesa di quello che sarà, tracciamo un po’ l’identikit di Jack Ma.

Alibaba

Guida turistica gratuita

Jack Ma è nato a Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang, nel 1964 durante la rivoluzione culturale cinese. Jack è molto aperto e curioso nei confronti del mondo occidentale. Impara l’inglese da solo, offrendosi come guida turistica gratuita, e trascorre un periodo in Australia presso una famiglia con cui si terrà poi in contatto epistolare.

Eravamo 15 amici

Dopo gli studi all’università di Hangzhou inizia la carriera come insegnante di inglese. La svolta arriva nel 1995, quando ha l’occasione di andare a Seattle come interprete di una delegazione commerciale ed ha occasione di connettersi ad Internet per la prima volta. Qui scopre che la Cina è completamente sconnessa e decide di intraprendere la strada del commercio online. Nel dicembre del 1998 nasce Alibaba.com, a cui si aggiungono poi Taobaba nel 2003, Alipay nel 2004. Jack Ma fonda la sua attività in un appartamento insieme alla moglie ed una quindicina di amici, con un budget iniziati di soli 20 mila dollari. La chiave del suo successo è stato riuscire a sfruttare le criticità del mercato cinese, trasformando le lacune esistenti in opportunità.

15 frasi celebri

1. Quando sono me stesso sono felice ed ho ottimi risultati

2. Oggi abbiamo ottenuto questo successo, non perché abbiamo fatto un ottimo lavoro oggi, ma perché il nostro sogno è nato 15 anni fa

3. Non voglio piacere. Voglio essere rispettato

4. Dovresti imparare dai tuoi concorrenti, ma mai copiare. Copia e muori

5. Spendere soldi è più difficile che fare soldi

6. La nostra filosofia è che, usando le tecnologie di Internet, possiamo rendere ogni azienda come Amazon

7. Le lezioni che ho imparato dai giorni bui di Alibaba sono che devi fare in modo che il tuo team abbia valore, innovazione e una visione. E anche, che se non ti arrendi hai una possibilità. E, quando sei piccolo, devi essere molto concentrato e credere nel tuo cervello, non nella tua forza.

8. Mai arrendersi. Oggi è dura, domani sarà peggio ma il giorno dopo sarà un’alba

9. Credi nei giovani; credi in questa generazione di innovatori. Stanno realizzando cose, innovando ogni giorno. E tutti i consumatori lo stesso: vogliono oggetti nuovi, economici e unici. Se possiamo creare questo genere di cose per i consumatori, loro arriveranno

10. Aiuta le persone giovani. Aiuta i più piccoli, perché poi saranno grandi. I giovani avranno i semi che semini nelle loro menti, e quando cresceranno, cambieranno in mondo

11. Il mondo ha bisogno di nuovi leader, ma la nuova leadership è lavorare insieme

12. Ci sono grandi problemi che cambiano il mondo. Se lavoriamo insieme, ci capiremo, ci apprezzeremo e ci aiuteremo

13. Dovremmo andare avanti lungo il sentiero della globalizzazione. La globalizzazione è un’ottima cosa… quando il commercio si ferma, arriva la guerra

14. Il mondo sta diventando così piccolo. Le persone giovani sono mobili; vogliono viaggiare in tutto il mondo. Quando viaggi intorno al mondo, cambi cultura, vuoi farti nuovi amici e vuoi scambiare oggetti

15. In futuro con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, le persone potranno lavorare quattro ore al giorno tre giorni alla settimana, e godersi la vita

Il messaggio finale (in un video)

Il suo messaggio finale, Jack Ma lo ha affidato a un video diffuso on line da Alibaba. “Ho capito perché molte compagnie falliscono – ha detto – perché vogliono il prossimo trimestre. Vogliono ricavi, vogliono profitti. Si dimenticano dei sogni. É importante che Alibaba continui a sognare”.

Le nuove sfide di Alibaba

Le nuove sfide di Alibaba le ha elencate il nuovo chairman del gruppo. “Dobbiamo avanzare nelle nostre tre strategie: la globalizzazione, soddisfare i bisogni interni, i big data e il cloud computing”, con la speranza di riformare il lato dell’offerta, ha detto Daniel Zhang, “creando nuove richieste per i nostri consumatori”. Sfide non facili in un momento in cui l’economia cinese risente dei contraccolpi della disputa tariffaria con gli Stati Uniti e la stessa Alibaba ha dovuto rimandare la quotazione secondaria alla Borsa di Hong Kong (da cui il gruppo punta a ricavare circa venti miliardi di dollari) per le proteste anti-governative in corso nell’ex colonia britannica. 





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