4 cose da evitare su Instagram per non perdere follower


Nonostante le varie scuole di pensiero, i fake influencer e la crescita progressiva del numero dei fanatici della pratica del follow/unfollow, una delle principali metriche per valutare il proprio valore su Instagram rimane il numero dei follower.

Questo, in particolare, perché su Instagram – a differenza di Facebook – non è ancora possibile fare campagne di fan acquisition, pertanto è necessario un impegno costante per mantenere alto l’interesse delle persone che già ci seguono e pubblicare contenuti abbastanza catchy (e strategicamente efficaci) da attirare nuovi follower.

Ma prima di tutto, esploriamo meglio le principali motivazioni che spingono gli utenti a fare unfollow.

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1. L’over-posting di contenuti promozionali

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Problema:
Una content strategy troppo “promozionale” finisce per infastidire gli utenti, oltre a non dargli nessun valore aggiunto rispetto a una qualsiasi altra comunicazione pubblicitaria, da cui ormai siamo costantemente bombardati.

Questo non significa che non si debba utilizzare Instagram per pubblicare offerte o promozioni particolari, tuttavia se questo tipo di comunicazione diventa ripetitiva e insistente, a lungo andare i vostri follower si dimezzeranno.

Soluzione:
Instagram è il social media del bello per antonomasia: ci mostra costantemente immagini esteticamente molto curate che rappresentato quello stile di vita perfetto (e inesistente) a cui ognuno di noi, a suo modo, finirà per ambire. Pertanto, l’utente che va su Instagram vuole principalmente vedere dei bei contenuti e, per quanto di qualità possano essere, dubito che un post che parla di saldi al 50% solo per questo weekend possa avere il giusto allure.

Per questo, la strategia vincente di un brand su Instagram non è limitarsi a presentare il prodotto/ servizio offerto, ma piuttosto mostrare l’eccitazione che ne deriva dall’uso. Lo scatto di una hostess che sorride affabile dietro al desk dell’aeroporto ha sicuramente una presa maggiore sugli utenti rispetto a una copy Ad che parla in modo asettico di quanto lo staff della compagnia aerea x sia cortese e professionale.

2. Una errata frequenza di pubblicazione

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Problema:
Postare troppo frequentemente può avere un effetto controproducente. Avviene come quando ci troviamo di fronte a una persona logorroica: a un certo punto finiamo inevitabilmente per smettere di ascoltarla.

D’altra parte, però, anche postare troppo poco o “assentarsi” per un certo lasso di tempo, può farvi incorrere nella progressiva perdita di follower.

Soluzione:
Nonostante, periodicamente, i guru dei social media avallino interpretazioni pseudo-fondate su quale possa essere la frequenza di pubblicazione perfetta da mantenere sui social per poter essere davvero efficaci, non esiste una regola valida per tutti, ogni business deve trovare il proprio ritmo ideale attraverso la sperimentazione.

Ciò che rimane inconfutabile è che la soglia di attenzione dell’utente al singolo contenuto si riduce costantemente, pertanto il consiglio rimane quello di puntare alla qualità piuttosto che alla quantità, ma di postare con costanza, mantenendo il proprio ritmo per non stoppare il dialogo con i propri consumatori.

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3. La pubblicazione di contenuti inappropriati

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Problema:
Alcuni utenti tendono a infastidirsi quando pensano di trovarsi di fronte alla pubblicazione di contenuti inappropriati. Con inappropriato s’intende un tipo di contenuto non in linea con la brand identity o la content strategy di un determinato profilo. Ad esempio, se un brand di pet food pubblica un’immagine che ritrae qualcuno che indossa una pelliccia questo è considerato inappropriato.

Altre volte, questo tipo di sensibilità è molto più sottile, quindi è consigliabile mantenere sempre un focus particolare sulla coerenza dei contenuti che vengono pubblicati sul proprio canale.

Soluzione:
Per farlo, bisogna cercare di conoscere al meglio ciò che potrebbe risultare “inappropriato” per il proprio audience e costruire un tone of voice coerente e ben caratterizzato.

In generale, la regola d’oro – forse l’unica – di Instagram rimane quella di produrre e pubblicare dei contenuti originali e autentici, in linea con la propria identità. A nessuno piace il bipolarismo.

4. Le scorciatoie per guadagnare più follower

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Problema:
Infine, ci sono alcune “scorciatoie” che Instagram non vede di buon occhio poiché violano le linee guida della community. Ad esempio la compravendita di follower e la diffusione di profili fake.

Il punto di vista del social network a questo tipo di comportamenti si fa, via via, sempre più intransigente, i provvedimenti messi in campo contro questo tipo di comportamenti vanno dal ban fino alla chiusura definitiva dell’account.

Soluzione:
È vero, il numero dei follower rimane una delle principali misurazioni delle proprie performance su Instagram, tuttavia acquistare fake follower (sistemi bot automatizzati) non solo non concorre a far crescere il vostro business o ad avvalorare la vostra presenza online, ma anzi la penalizza.

Inoltre, bisogna sempre ragionare sul fatto che i follower non sono le uniche persone che verranno esposte ai vostri contenuti: un uso strategico e consapevole degli hashtag, ad esempio, vi da la possibilità di attrarre l’interesse di potenziali nuovi follower, che sceglieranno di seguire il vostro profilo in modo spontaneo se il contenuto con cui sono entrati in contatto sarà all’altezza delle loro aspettative.

Infine, l’unico vero consiglio che conta è siate voi stessi. Studiate il vostro target e delineate una vostra identità di brand, nel modo più “umano” e distintivo possibile.

I social network si basano sulle relazioni tra esseri umani e le persone su Instagram tendono a togliere il proprio follow per le stesse ragioni per cui smetterebbero di ascoltarvi nella vita reale. Le persone prediligono un interlocutore che dimostri di essere empatico rispetto a uno logorroico, sfuggente, bipolare o furbo.

Pertanto, lo snodo della questione risiede proprio nella cosa più naturale: siate semplicemente umani.





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