Bari, boom di iscritti al dipartimento di Matematica: +37%. I segreti di una ritrovata passione



Le aule del primo anno del Dipartimento di Matematica e del Dipartimento di Fisica sono piene. A leggere i primi dati sulle immatricolazioni all’anno accademico 2019-2020 dell’Università di Bari Aldo Morodi Bari, dobbiamo immaginare colmo di studenti anche il palazzo di vetro che ospita il dipartimento di Informatica.

Passano senza troppi indugi dalle reazioni a una bella notizia alle reazioni chimiche. Aggregando i valori nella tabella apparsa sul sito di Uniba, la Scuola di scienze ha un quarto di immatricolati in più. Nessuno di loro si immagina come un dato. Ciascuno ha chiuso l’iscrizione come se imbucasse il proprio progetto di vita. La vera novità quest’anno è il più 37 per cento dei corsi di studi in matematica che si lega con il più 20 per cento dei corsi di studio di tipo fisico. Inoltre più di 100 studenti si aggiungono ai tanti del dipartimento di informatica che ha scommesso su nuovi contenuti istituendo anche i corsi di Sicurezza informatica e Data science. Qualcosa ha consentito di rendere meno temibile il primo biennio di questi corsi. Grazie alla disseminazione della scienza, questa risulta oggi più interessante e anche più creativa.

Si va da grandi eventi come la Notte dei ricercatori a precorsi e stage che introducono nelle aule universitarie i ragazzi negli anni del liceo. Vi è poi l’impegno di docenti che si dirama scuola per scuola in laboratori e conferenze. Chiediamoci perché la matematica li ha convinti. Alcuni dicono sia soprattutto l’effetto Alessio Figalli, Medaglia Fields nel 2018 che spesso tiene conferenze divulgative e interviste. Un simile fascino ha in questo periodo la fisica che negli ultimi anni ha raggiunto risultati meravigliosi sulle particelle elementari, sulle onde gravitazionali, sui buchi neri.

Per l’informatica è in corso una vera rivoluzione che passa dal Machine learning all’Intelligenza artificiale. Probabilmente chi ha scelto le STEM (l’acronimo inglese per indicare scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) aveva nuovamente voglia di sognare in grande. D’altra parte con realismo, il fattore che però influenza maggiormente la scelta universitaria resta quello degli sbocchi lavorativi.

I dati di AlmaLaurea sulle discipline scientifiche sono entusiasmanti. Ad esempio, l’86 per cento dei laureati in matematica e fisica (magistrale) trova subito lavoro. Risultato simile per i laureati magistrali in chimica. Nel sito “I mestieri del matematico” si legge di ex-studenti ora insegnanti, ricercatori, ma anche impegnati in finanza, editoria, management, programmazione e modellistica applicata a svariati contesti. Le graduatorie scolastiche sono esaurite, ma stanno nascendo nuove figure professionali, i ragazzi lo sanno, puntano a quelle. Le ragazze un po’ meno, purtroppo.

Tutti hanno studiato matematica e conoscono le difficoltà che vanno superate per governare questa materia. Quell’aumento di iscritti coraggiosi è segno di passione mista a concretezza ma anche di grande immaginazione. Perché la matematica è il linguaggio che racconta sia il reale che l’astratto. Non si spiega un macchinario ma il meccanismo logico dietro il comando di ogni macchina.

Nel dipartimento al centro del Campus non si impara a forgiare un oggetto ma a manipolare tutte le forme. Si curano le domande prima che le risposte. Per questo il pensiero sviluppato dalle scienza di base si può declinare in tanti campi. Il sapere è una piramide: poggiandosi su una disciplina più ampia si può salire sviluppando capacità più specifiche. Il viceversa dà instabilità. Il risvolto della medaglia è che queste discipline richiedono grande concentrazione e impegno costante. Per impadronirsi di quella base larga, bisogna usare gli strumenti che l’università offre.

Non solo si vuole ritrovare lo studente al secondo anno, ma anche lo si vuole incontrare nell’orario di ricevimento, agli esoneri, anche solo in biblioteca o nel corridoio per parlare di un problema, più o meno matematico e della sua soluzione. Talvolta invece la frequenza diminuisce. Sono forse inutili lezioni e seminari quando un cellulare nelle nostre tasche contiene più di quello che un professore può raccontare?

Non si scopre una canzone bellissima sul web senza un amico a suggerirla. Allo stesso modo la conoscenza rischia di nascondere i suoi tesori più preziosi e di spaventare per la sua vastità se qualcuno non traccia una strada. Parafrasando re Tolomeo, quando si chiede se non ci sia una strada più facile degli esami, si ricorda la risposta di Euclide: “Non esiste via regia alla geometria”.



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