Come creare dashboard strategiche grazie al Design Thinking


Nel 2019 abbiamo visto crescere l’esigenza del controllo dei dati. Finalmente le aziende italiane hanno capito che per leggere i dati c’era bisogno di semplificazione, velocità e centralizzazione e così, per rispondere al mercato facciamo riferimento a due grandi metodologie: il Data Driven Marketing e il Design Thinking.

Il Data Driven Marketing ci spiega quali KPI inserire e il Design Thinking aiuta ad elaborare quei KPI e a disegnare un prototipo a bassa fedeltà da passare poi a chi di dovere per l’implementazione reale.

Per raggiungere tale obiettivo è necessario avere un team di lavoro eterogeneo (formato possiblimente dall’imprenditore, Data Analyst, SEO e un Advertiser) e un facilitatore esperto che guidi il processo del Design Thinking.

Da dove cominciare

Iniziamo con la fase di empatia, in questo caso empatia con i nostri stessi obiettivi.

Prima di tutto ci si chiede “perché il mio sito esiste?” in modo da individuare macro obiettivi (vendite) e micro obiettivi (product awareness, brand awareness ecc.)

Dopodiché si guarda il sito web e ci si chiede cosa secondo noi è importante tracciare: chi fa click qui, chi si iscrive alla newsletter, chi usa i filtri ecc.

Si continua così utilizzando diversi tipi di domande che hanno a che fare con che tipo di informazioni abbiamo bisogno per raggiungere il nostro obiettivo, ad esempio:

  • a che ora gli utenti comprano di più?
  • Quale giorno della settimana gli utenti mi visitano maggiormente?
  • Quante persone arrivano da facebook?
  • Quali sono i prodotti più venduti?
  • Ecc.

Infine si verifica se le KPI scelte sono i numeri per misurare se la nostra strategia di marketing funziona.

Una volta completato l’esercizio di empatia andiamo a definire i KPI di business e la loro priorità. Quale KPI è importante e quanto è fattibile realizzarlo? Con queste due indicazioni si crea una matrice 2×2 e si ordinano i KPI.

Ideazione e prototipazione

Una volta comprese i nostri KPI possiamo passare alla fase di ideazione e prototipazione.

In questa fase è utilissimo utilizzare dei pennarelli colorati da dare ai partecipanti per far disegnare, secondo loro, quali sono i grafici e il design che deve avere la dashboard per rispondere alle informazioni di business definite nella fase precedente. Si richiede al team di disegnare esattamente la dashboard che vorrebbero ricevere.

In questa fase è fondamentale portare gli utenti a ragionare tramite brainstorming sulla data visualization e i suoi principi. Quale grafico fa leggere l’informazione in modo più veloce e corretto? Quale disposizione devono avere i KPI secondo i principi della gestalt per rendere il prodotto autoesplicativo?

Finita questa parte si passa ad un test. In questo caso è utilissimo fare un user testing sul prototipo a bassa fedeltà e controllare se l’utente comprende quello che vede e le informazioni gli sembrano complete. Il facilitatore non deve assolutamente influenzare le proposte.

Se il test è andato bene si passa all’implementazione altrimenti si ripetono gli step precedenti. È possiible utilizzare data studio a questo fine. Di seguito trovate un’esempio legato all’area SEO.

Concludendo, per riuscire a creare dashboard che davvero servono e che non siano solo carine da guardare è necessario ampliare il lavoro di analisi pura, incrociandolo con l’empatia e rispettando le fasi del processo del Design Thinking.





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