Come creare un’azienda straordinaria? I segreti di Vishen Lakhiani, founder di Mindvalley


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In questa lunga intervista a Vishen Lakhiani, che puoi leggere o ascoltare in forma di podcast, scoprirai:

  • Come Vishen ha scelto la propria Missione di creare una Università per l’Umanità
  • Cos’è l’envisioning e come lo puoi applicare in azienda
  • Come e perchè Vishen si scagliato contro Nestlè ed il prodotto Milo (e ha vinto)
  • Perché è sbagliato seguire pedissequamente quello che fanno le grandi aziende
  • Come attirare le migliori menti al mondo sui tuoi progetti
  • Come scegliere un co-founder e un investor

L’incontro con Vishen Lakhiani, founder di Mindvalley e autore del libro “Il Codice della Mente Straordinaria”, è di quelli che, inevitabilmente, ti illuminano e cambiano per sempre il tuo modo di pensare – non solo al business e alla professione, ma anche alla sfera della vita personale.

Definirlo semplicemente un punto di riferimento come imprenditore è limitativo: per chi si dedica anima e corpo a una impresa, vita e lavoro diventano una cosa sola.

La missione imprenditoriale di Lakhiani è “missione di vita” e il suo agire nel mercato è agire nella società.

L’immaginifico corporate storytelling dell’impresa che ha fondato, Mindvalley, unito alle immense doti da speaker del suo founder, un oratore da manuale, con uno stile magnetico e un approccio rivoluzionario e umanistico al business, fanno di Vishen Lakhiani e della sua azienda un punto di riferimento per chiunque stia cercando di creare l’impresa del futuro.

Mindvalley è oggi un colosso internazionale nel campo dell’educazione trasformativa con un modello di business unico e poliedrico.

La società di sede malese, ma con approccio al business californiano, è una vera e propria edtech company che è riuscita ad assoldare alcuni dei migliori coach e teacher in innumerevoli campi della crescita personale: da Ken Wilber, uno dei più grandi filosofi contemporanei a Jim Kwik, il mental coach di Elon Musk.

Mirko Pallera e Vishen Lakhiani all’A-Fest Sardegna

Ma il modello Mindvalley comprende anche una serie di eventi impensabili per le logiche di scaleup delle aziende tradizionali, iniettate di finanziamenti e capitali esterni e finalizzate alla speculazione finanziaria e alla massimizzazione del profitto.

Per Vishen ogni schema, compreso quello canonico della crescita aziendale, deve essere scardinato e con l’A-Fest – un classico evento in presenza, tradizionale ma in location paradisiache – è riuscito ad aggregare in carne ed ossa una tribù transnazionale di changemaker portando la propria community a immaginare e realizzare Mindvalley University, cioè una vera e propria università temporanea, delocalizzata e organizzata ogni anno in una città diversa.

Ma soprattutto vissuta assieme a tutta la famiglia, bambini compresi. Una rivoluzione.

L’intervista a Vishen Lakhiani all’A-Fest Sardegna

Ad uno di questi incredibili festival, questa volta proprio in Italia, nella nostra Sardegna, patria di centenari e una delle Blue Zone identificate nel mondo in cui le persone vivono meglio e più a lungo, tra session formative e folli party in piscina con le persone più incredibili e allegre che abbia mai conosciuto, ho rivolto a Vishen alcune domande.

Vishen Lakhiani mindvalley

Mindvalley e la sua missione per la felicità dell’umanità

Quando e come hai compreso la vera missione di Mindvalley? Come hai capito di essere Vishen Lakhiani e di voler fondare una scuola globale per l’umanità?

Non so dirti una data precisa, ma è avvenuto negli ultimi tre anni. Quando ho iniziato volevo semplicemente insegnare meditazione. Poi, la mia missione è diventata quella di costruire un’app per insegnare la meditazione; poi, ancora, quella di progettare la Mindvalley Academy con i suoi programmi educativi.

Infine sono arrivato alle Quest (ndr. i percorsi formativi tramite app di Mindvalley) e solo allora ho iniziato a chiedermi “Come posso rivoluzionare il sistema educativo globale?”

La vision non deve essere chiara sin dall’inizio: come tutti i processi di trasformazione anche questa evolve lentamente, per fasi, ed anche io mi sono mosso proprio così.

Circa 18 mesi fa siamo arrivati al punto di creare un’eccellente tecnologia proprietaria, quella dietro Mindvalley Quest, in grado di dare risultati incredibili agli studenti. Avevamo i migliori docenti, i migliori corsi ed i migliori punteggi relativi alla soddisfazione dei clienti. Quindi mi sono chiesto: cosa viene dopo?

Il tema dell’A-Fest Bali

Mi è stato subito chiaro: se abbiamo tra le mani la migliore tecnologia di apprendimento, allora dovremmo metterla a disposizione di tutte le scuole e aziende del mondo. Ed è così che la vision si è formata. Non avrei potuto comprenderla senza aver prima superato le fasi precedenti, passo dopo passo.

Il motivo per cui non tutti procedono per step è perché la loro mente è sempre concentrata solo su cosa sta succedendo ora nel proprio mercato. La mia mente è diversa! In Mindvalley abbiamo la filosofia dell’envisioning: ogni leader, di ogni divisione, ha l’obiettivo di diventare il migliore al mondo in quello che fa.

Quando l’obiettivo di chi costruisce la tua app non è quello di svilupparla per monetizzare, ma quello di costruire la migliore app al mondo per l’apprendimento, allora non sarà mai soddisfatto del risultato appena raggiunto. Non appena raggiunto un traguardo si chiederà subito “È davvero la migliore app al mondo? No?”, e allora continuerà a migliorarla.

Quando abbiamo inaugurato l’A-Fest il nostro obiettivo era quello di creare il miglior evento trasformativo al mondo. Oggi, credo sia uno dei migliori al mondo, ma non il migliore e l’approccio all’envisioning continua a spingere il nostro lavoro in avanti. Guardiamo il TED: è meglio dell’A-Fest in termini di esperienza di lusso a cinque stelle, e vogliamo arrivarci anche noi.

Guardiamo a Tony Robbins e ai suoi eventi da 5000 persone e anche lui ci ispira a fare di meglio. Perché mentre continuiamo a cercare la risposta alla domanda “Come possiamo diventare i migliori al mondo?”, la nostra immaginazione non si ferma mai.

Dobbiamo crescere sempre: da un solo A-Fest all’anno siamo passati a due; da due all’anno abbiamo lanciato Mindvalley U, che oggi a Tallinn ha un campus cittadino ancora più grande visto che siamo passati da 300 ad 800 persone.

Poi puntiamo ai 2.000, ai 10.000 e ben presto saremo più grandi di Tony Robbins e del TED, e so che ci riusciremo perché ogni persona nel team ha il compito di diventare il migliore al mondo. Perché voler essere migliori al mondo non vuol dire mettersi in competizione diretta con Tony o col TED, ma con se stessi.

Vuol dire garantire di usare tutte la propria competenze, testa, anima ed energia per conquistare costantemente nuove vette.

Il team dell’A-Fest Sardinia

Come si lavora in Mindvalley, tra gioia ed eccellenza

Ecco come si lavora in Mindvalley. Il mio team tecnologico vuol costruire la miglior piattaforma di apprendimento al mondo, il team eventi vuole gestire il miglior evento al mondo, il team marketing vuole definire lo standard per le migliori campagne nel mercato della formazione.

Quando tutti i tuoi team sono ossessionati dalla sfida personale di essere i migliori al mondo, la tua azienda diventa inarrestabile. Oggi mi chiedo come possiamo diventare la miglior organizzazione educativa al mondo e so che vuol dire superare Harvard e Stanford.

Ma non voglio che questa vision si realizzi solo ora, voglio che Mindvalley sia l’istituto di apprendimento migliore nella storia dell’umanità: dobbiamo superare la grande biblioteca di Alessandria!

C’è da dire anche un’altra cosa: se vuoi essere il migliore al mondo ma poi arrivi in ufficio con stress, ansie e paure non avrai successo. Ci piace lavorare divertendoci, inseguendo gratificazione e soddisfazione.

La scienza moderna ci conferma che la felicità è il motore dei propri obiettivi: non devi aspettare di raggiungerli per essere felice ma devi esserlo ora, proprio mentre provi a raggiungerli!

Ecco perchè l’A-fest è un evento così divertente, pieno di feste e persone felici, ed ecco perché il mio team balla con voi fino alle due di notte. Ci divertiamo mentre proviamo ad essere i migliori al mondo ed abbiamo imparato che questi due ingredienti sono inscindibili.

I folli party dell’A-Fest

Non aspettare, non dipendere dai governi

La disruption dello status quo, in ogni area della trasformazione personale, sembra essere uno dei principi chiave alla base di Mindvalley. Puoi parlarci delle sfide che incontrerai nel tentativo di rivoluzionare il sistema educativo di così tanti paesi diversi tra loro?

Per me il concetto di sfida non è altro che scalare una montagna e capire come aggirare gli ostacoli che incontri. Quando abbiamo provato ad avviare progetti in Malesia ci siamo trovati a che fare con un governo corrotto. Qualche settimana fa questo governo, che era in piedi da 61 anni, è stato rigettato dal risultato delle elezioni democratiche.

Ora c’è un governo pulito, ma quando era corrotto i politici avevano investito miliardi di dollari in programmi scolastici fallimentari.

Erano tali perché ovviamente premiavano non la miglior tecnologia ma la miglior tangente. Poiché questo stesso problema si verifica in molti governi del mondo, per realizzare la nostra vision di essere i migliori al mondo a cambiare il sistema educativo dei paesi abbiamo deciso che la soluzione è proprio quella di non dipendere dai governi.

Non aspetteremo che i governi siano puliti, innovativi e che abbiano voglia di lavorare con noi: parleremo direttamente a genitori e scuole.

La nostra vision dovrà realizzarsi a prescindere dai governi in carica. Se il governo collabora, allora bene, saremo tutti più veloci, anche perché abbiamo già i migliori docenti e i migliori curriculum. Le menti più brillanti si stanno aggregando a Mindvalley, da Adam Gazzaley a Jay Shetty, da Ben Greenfield a Ken Wilber.

Stiamo costruendo un esercito con le migliori menti nel campo dell’educazione. Riusciremo ad elevare il sistema educativo nazione dopo nazione, ma solo proponendo soluzioni progettate alla base per funzionare anche senza il supporto del governo.

Jay Shetty e Vishen Lakhiani all’A-Fest Sardinia

Perché Vishen Lakhiani è andato contro Nestlè e ha vinto

Cosa ti spinge ad essere così rivoluzionario e coerente coi tuoi principi a tal punto da attaccare pubblicamente un colosso come Nestlè? Non temi che la tua onestà ed integrità morale possa alimentare forze contrarie che ti danneggino personalmente o professionalmente?

Beh, intanto abbiamo vinto! Siamo riusciti a convincere Nestlè ad abbassare il “rating salutistico” della bevanda Milo in Australia e Nuova Zelanda da 4.5 a 1.5.

Perché l’ho fatto? Non è stata l’azienda a condurre questa battaglia, sono stato io. Il mio obiettivo personale è portare l’umanità al suo prossimo livello evolutivo (ed ecco perché, di conseguenza, Mindvalley vuole elevare il sistema educativo globale).

Ebbene, portare l’umanità al suo prossimo livello evolutivo non ha a che vedere solo con l’insegnamento, ma anche con l’eliminare la disinformazione.

Se cerchi educazione sul dizionario, le varie definizioni hanno a che fare sia con l’illuminare la mente che col lavaggio del cervello. Il “brainwashing” che ora ci intossica, come specie umana, proviene dalle grandi multinazionali del food negli Stati Uniti e in Europa. Coca Cola ci dice che la sua bevanda è pura felicità in una lattina rossa, che la Coca Cola Zero non ha effetti dannosi sulla salute. Sbagliato! Gli studi dimostrano che le alternative dietetiche sono peggio di quelle “normali”.

Nestlè propaganda il mito che Milo sia una bevanda salutare nonché consigliata per bambini, ma questa è una grande bugia: è al 40% zucchero. Io vorrei svegliare la coscienza di queste aziende. Il mio obiettivo non è attaccare Nestlè, che a sua volta si pone l’obiettivo di essere la prima azienda di salute e benessere al mondo.

Voglio solo essere sicuro di educare le persone, ovunque, anche il CEO di Nestlè, che il business non è più solo creazione di valore per gli shareholder.

Non puoi fare business al costo di mentire al genere umano intero. Ecco perché l’ho fatto: per essere coerente con la mia missione personale di svegliare l’umanità diffondendo idee luminose in grado di spegnere sul nascere il lavaggio del cervello.

Vishen nel video realizzato contro Milo prodotto da Nestlè

I preziosi consigli su come gestire un business straordinario

Come scegli su cosa investire? Mindvalley U e l’A-Fest sembrano dei progetti poco scalabili: se fossi un investitore forse storcerei il naso. Perché li fai?

Pensa alle grandi aziende automobilistiche quando lanciano una “concept car”, come BMW. O Nike quando lancia le sue “concept shoes”.

Non sono prodotti che vanno sul mercato, ma sono progetti in grado di portare l’intera azienda e le persone che ci lavorano a pensare in termini di innovazione e futuro.

L’A-Fest è la nostra “concept car”: quando abbiamo scelto il tema del biohacking eravamo ancora un’azienda di meditazione, ma abbiamo imparato così tanto sul tema che presto abbiamo attratto docenti sul biohacking e lanciato i loro corsi.

Grazie ai nostri studi sulla longevità, tema di quest’anno, lanciamo a breve un programma formativo sulla longevità.

L’A-Fest, in quanto grande conferenza, ci aiuta a scoprire e ad attirare grandi menti e grandi docenti, proprio così come una “concept car” attira i migliori ingegneri e innovatori. Le migliori persone vogliono lavorare sui migliori progetti. L’A-fest è una calamita, quindi è pensato non per essere scalabile ma per fungere da calamita per i migliori.

Quali sono gli errori più grandi che hai fatto nella tua carriera e cosa hai imparato?

Il più grande errore che ho commesso negli anni è stato quello di seguire pedissequamente l’esempio di altre aziende più grandi. Se il tuo obiettivo è fare soldi allora il modo più facile è seguire il percorso già battuto dagli altri, guardando ai tuoi concorrenti, capendo cosa replicare nel tuo mercato.

Non è quello che vogliamo fare o che mi motiva. Se voglio cambiare l’educazione mondiale (e nessuno lo ha ancora fatto) non ci sono esempi da seguire. Dobbiamo reinventarci e sperimentare, ma per tanto tempo mi sono limitato ad imitare altri.

Con Mindvalley Academy seguivo l’esempio di altre publishing company che lanciavano le loro scuole con tanti corsi.

Abbiamo presto realizzato che non era questo il modo migliore di crescere. E così abbiamo tagliato migliaia di corsi dal catalogo e deciso di focalizzarci su un’innovazione tutta nostra: le Quest.

Vendiamo solo venti programmi ora, ma questi hanno cambiato più vite di quanto non abbiano fatto le migliaia di corsi precedenti. Perché? Perché si basano su un metodo didattico inventato da noi.

Non attirerai mai le migliori menti se ti limiti a replicare quello che fanno gli altri.

mindvalley u

Parlaci del rapporto con co-founder ed investitori. Puoi darci dei consigli su come scegliere un co-founder e non commettere errori?

La cosa più importante è essere consapevoli delle competenze che hai e di quelle che ti mancano. Se pensi di essere carente in qualche specifica skill allora è tempo di cercare il giusto co-founder. L’errore che spesso si fa è quello di sottovalutare se stessi. Quando ho iniziato non pensavo di essere molto capace, quindi mi sono trovato a cedere buona parte dell’azienda ad un co-founder.

Era sì bravo, ma gli ho dato più di quello che avrei dovuto semplicemente perché pensavo di non farcela da solo.

Successivamente ho dovuto ricomprare quelle azioni ad un prezzo molto alto. Devi cercare persone in grado di colmare le tue lacune, ma al contempo non devi dubitare delle tue capacità. Non devi scegliere un co-founder solo a causa dei tuoi problemi di autostima.

Per quanto riguarda gli investitori la cosa più importante è che credano alla tua missione e nella sfida che la tua azienda vuole vincere. Se ti affidi ad investor solo per ottenere soldi allora possono verificarsi due scenari:

1. Se non generi un ritorno sull’investimento in maniera tempestiva, allora probabilmente vi scontrerete

2. Se hai una grande visione il tuo investitore ti spingerà a perseguire solo una piccola parte di essa che è quella in grado di generare il ritorno più alto e più velocemente.

I nostri investor possiedono meno del 5% e ho degli advisor che sono ossessionati tanto quanto noi dalla vision. Quando mi incontro con loro non mi chiedono quanti soldi ho fatto nell’ultimo mese, ma qual è il piano per cambiare un miliardo di vite.





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