Come è cambiata la tecnologia mentre guardavamo Game of Thrones


Game of Thrones è, senza ombra di dubbio, la serie TV più vista degli ultimi anni. Un successo dovuto al genio di George R.R Martin, capace di concepire una trama intricata e ricca di colpi di scena, che ha tenuto con il fiato sospeso tutti i suoi fan, in trepidante attesa fino a ieri per l’uscita della stagione 8.

Un’attesa che non ha lasciato indenni neanche i social: Twitter ha infatti introdotto una serie di emoji a tema per l’ultima stagione di Game of Thrones, che appaiono semplicemente digitando il nome del personaggio preceduto dal simbolo del cancelletto. Con l’hashtag #GameOfTrones, invece, compare l’emoji del trono di spade al centro della saga.

Dal 2011 ad oggi, però, molte cose sono cambiate, e non stiamo parlando dell’ecatombe di personaggi che si è verificata puntata dopo puntata.

È il modo di guardare il Trono di Spade, e più in generale le serie TV, che è cambiato grazie all’evoluzione della tecnologia legata all’intrattenimento.

Smart TV, streaming, pirateria e persino l’intelligenza artificiale hanno influenzato le nostre serate (e nottate) passate ad aspettare il Lungo Inverno.

Facciamo dunque un breve viaggio, stagione dopo stagione, nel mondo dell’intrattenimento digitale.

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Prima e Seconda Stagione: 2011-2012

È l’11 Novembre 2011, 360mila italiani sono sintonizzati su Sky per guardare “L’Inverno sta arrivando”, la prima puntata in assoluto di una nuova serie, Il Trono Di Spade, in inglese Game of Thrones.

Ed è proprio la pay tv di Murdoch, HBO, l’unica via per poter seguire lo svolgimento della storia. Peccato che questo primato duri ben poco. Infatti, nel 2012, con l’avvento in Europa della rete 4G, della diffusione massiccia dello streaming e di app per questo tipo di visione, la seconda stagione viene seguita non più davanti alla TV, ma davanti allo schermo di pc, tablet e altri dispositivi mobile.

Terza e Quarta Stagione: 2013-2014

Nessuno può dire di non aver mai fatto qualcosa di illegale: la parola pirateria, vi fa venire in mente nulla?

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo usufruito dei download non proprio legali e, nel 2013, si è registrato il picco di copie pirata relative alla terza stagione di Game of Thrones. Un record segnalato dalle maggiori agenzie di stampa, specchio di come la serie stesse diventando sempre più popolare.

Non aumentavano solo gli spettatori della nostra amata saga ma anche quelli delle serie TV in genere, tanto da dar vita ad un vero e proprio fenomeno di costume, il cosiddetto binge watching, traducibile come “abbuffata di visione”, che indica, appunto, la visione consecutiva di molti episodi di una serie TV (5,10, 15 a seconda della durata).

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Quinta e Sesta Stagione: 2015-2016

Nel 2015, a quattro anni dalla morte di Steve Jobs, il suo prodotto di punta, iPhone è estremamente diffuso, così come il suo assistente vocale integrato, Siri. Ma perché parliamo di lei? Non ci crederete ma Siri è una fan di Game of Thrones. Infatti, dopo aver visto il povero Jon Snow in una pozza di sangue, anche lei faceva congetture sul suo essere vivo o morto.

Game of Thrones e Siri - Le risposte su Il Trono di Spade

Mentre il dubbio sul destino del guardiano della notte era ancora acceso e i fan erano in attesa della sesta stagione, HBO in collaborazione con Facebook e Oculus, pubblicò un video grazie al quale era possibile guardare la sigla di Game of Thrones a 360°, indossando l’apposito visore, grazie alla tecnologia VR (Virtual Reality).

Una volta premuto il tasto play, era possibile muoversi all’interno della splendida mappa tridimensionale del mondo immaginario creato da George R.R. Martin, muovendo soltanto la testa. Una prova di come l’esperienza dello spettatore stesse diventando sempre più coinvolgente e immersiva.

Settima Stagione: 2017

Nell’estate del 2017 arriva il Lungo Inverno. Da luglio infatti vengono trasmesse le puntate della settima stagione di Game of Thrones. E mentre le lotte all’interno dei Sette Regni sembrano placarsi per affrontare un unico grande nemico, molti dei fan hanno ormai accumulato gadget e DVD riguardanti la loro serie preferita.

HBO_Game_of_Thrones_4k

Il top per gli amanti dell’intrattenimento è sicuramente il cofanetto della prima stagione in 4K, che esce proprio in quest’anno. Questa tecnologia permette di percepire maggiormente il senso di profondità dando realismo alla scena, cambiando in modo radicale l’esperienza dello spettatore. Unico ostacolo? Possedere un televisore Ultra HD di ultima generazione.

Ottava Stagione: 2019

Un’attesa lunga circa 2 anni che finalmente sta giungendo al termine. Tutti i nodi verranno al pettine, anche se questo vorrà dire rimanere orfani di una serie TV che ci ha regalato tante emozioni e ha cambiato il nostro modo di vivere l’intrattenimento televisivo.

La voglia di sapere cosa accadrà è tanta ma tra i più impazienti c’è Zack Thoutt, ingegnere informatico, esperto di intelligenza artificiale. Attraverso una rete neurale alimentata dai romanzi scritti da Martin, è riuscito ad ottenere non uno, ma ben cinque capitoli per il finale di Game of Thrones.

Quali sono le previsioni di questa Intelligenza Artificiale? Alcune sono in linea con le teorie che circolano da un po’, ad esempio la morte di Cersei per mano di Jamie, altre invece sono a dir poco improbabili.

Un difetto notevole, inoltre, è la grammatica. Un’AI, infatti, teoricamente non ha problemi a svolgere un compito del genere ma, a detta degli esperti, le quasi 5000 pagine di romanzi non bastano a istruire una rete neurale. Nonostante la tecnologia non ci abbia dato risposte, è interessante vedere come essa, se opportunamente “istruita”, sia quasi in grado di diventare arte. Una possibilità interessante per gli sceneggiatori e gli scrittori del futuro.

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Siamo giunti al termine di questo viaggio attraverso otto anni di tecnologia e intrattenimento. Un percorso che oggi ci ha portati a guardare film e serie TV più sullo schermo del nostro smartphone che su quello del televisore e ad avere una libreria quasi infinita di contenuti organizzata secondo i nostri gusti personali grazie a servizi come Netflix e Amazon Prime Video.

Probabilmente, in futuro, l’evoluzione tecnologica renderà i confini tra intrattenimento e comunicazione sempre meno netti con la produzione di contenuti interattivi (vedi l’esperimento Black Mirror Bandersnatch di Netflix) magari condivisibili con altri utenti e fruibili ovunque.

Chissà cosa ci riserveranno gli anni a venire, ma, nel dubbio, non chiedete a Jon Snow. Lui non sa niente.





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