Come funziona Facebook Study, l’app che paga per conoscere i nostri dati di utilizzo degli smartphone


Saresti disposto a fornire le informazioni personali sull’utilizzo del tuo smartphone a Facebook? Probabilmente la tua risposta è no.

Ma se invece Facebook pagasse per avere a disposizione i tuoi dati di utilizzo? Forse la risposta potrebbe essere diversa.

È notizia di qualche settimana fa l’introduzione da parte di Facebook di una nuova app chiamata Study.

Facebook Study è un’app per Android, non accettata da Apple, che ha regole molto più rigide sulla privacy. Il suo obiettivo è quello di effettuare ricerche di mercato per capire come migliorare Facebook e altri prodotti presenti in piattaforma andando ad analizzare i comportamenti di utilizzo delle app presenti sui dispositivi degli utenti.

Facebook Study

Facebook Study non rappresenta una vera e propria novità, poiché già in passato Facebook aveva lanciato una simile iniziativa con Facebook Research che era però finito nella bufera perché troppo aggressivo nella raccolta dei dati e aveva permesso l’accesso anche ai minorenni a partire dai tredici anni di età.

Il lancio di Study sostanzialmente dimostra sia che Facebook ha ancora bisogno dei dati di utilizzo degli smartphone da parte degli utenti sia che, rispetto all’ultimo tentativo realizzato con Research, ha imparato la lezione dopo le numerose polemiche. Infatti questo studio sarà possibile solo su persone maggiorenni dai 18 anni in su e solo su dispositivi Android.

Study, meno inquietante rispetto a Research

Un’indagine di qualche mese fa portata avanti da Tech Crunch aveva rivelato che Facebook attraverso il suo precedente tentativo di monitorare i dati dell’utilizzo degli smartphone con Facebook Research, aveva silenziosamente avuto accesso a dati di navigazione, informazioni crittografate e persino messaggi privati e contenuti condivisi, compresi i dati di proprietà degli amici degli utenti che partecipavano al programma.

E non solo, aveva anche abusato del programma di certificazione di Apple costringendo l’azienda a disabilitare immediatamente l’app di Facebook.

Lo scandalo ha costretto Facebook a chiudere il suo programma di ricerca. Per questo motivo con Study si cercherà di correggere il tiro facendo rivivere il programma di raccolta dati a pagamento, ma questa volta garantendo più sicurezza e più privacy.

Come funziona Study

Facebook pubblicherà annunci pubblicitari per incoraggiare le persone a registrarsi per partecipare al programma. Chiunque potrà scaricare l’app da Google Play, ma solo coloro che sono stati approvati tramite Applause, partner di Facebook per le ricerche di mercato, potranno accedere e sbloccare l’app.

Una volta completato il processo di registrazione, gli utenti vedranno una descrizione di come funziona l’app e quali tipi di informazioni saranno raccolte: l’app monitorerà come l’utente interagisce con le app presenti sul suo dispositivo raccogliendo dati su tempo di utilizzo, tipologia di dispositivo, rete e paese di appartenenza.

Facebook Study

Secondo quanto dichiarato, non verranno registrati dati identificativi dell’utente, password e contenuti condivisi inclusi i messaggi. Facebook ha inoltre previsto un compenso economico per tutti gli utenti coinvolti nel monitoraggio, anche se ancora non sono chiare le cifre di questo compenso. Al momento il programma partirà esclusivamente negli Stati Uniti e in India.

Altro requisito necessario per far parte del programma di monitoraggio sarà quello di essere possedere un account PayPal sul quale Facebook si occuperà di versare il compenso dovuto.

La società di Menlo Park ha inoltre specificato che i dati che saranno raccolti da queste indagini di mercato non verranno venduti a terze parti e né utilizzati per il targeting delle pubblicità verso i soggetti analizzati.

Il lancio di questa nuova applicazione di monitoraggio mostra come Facebook abbia come principale priorità la raccolta di dati sulle abitudini digitali degli utenti.

A 15 anni dalla sua nascita il social non vuole perdere il contatto con ciò che le future generazioni si aspettano dai propri smartphone. Per questo piuttosto che studiare semplicemente come gli utenti utilizzano il social network, vuole entrare più in profondità negli usi quotidiani degli smartphone in modo da avere un forte vantaggio sulla concorrenza.

Il motto del social network più utilizzato al mondo recita “è gratis e lo sarà sempre”, anche se in realtà finora gli utenti hanno pagato cedendo informazioni e preferenze; questa volta, invece, con Facebook Study si ribaltano le parti e sarà Facebook che pagherà per avere l’autorizzazione a conoscere (e a usare) le abitudini degli utenti digitali.

Resta forte la curiosità di vedere se quest’app avrà successo e soprattutto a cosa serviranno davvero i dati raccolti.





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