come le banche promuovono cultura e creatività


C’è chi con un bus porta le opere di Giuseppe Verdi nelle piazze delle piccole città, chi lavora alla diffusione della musica classica in quartieri disagiati in ogni parte del mondo come negli slum brasiliani, chi promuove (e finanzia) gli artisti emergenti che scrivono la storia dell’arte del futuro. E ancora chi aiuta giovani disagiati senza futuro a costruirne uno radioso.

Le banche più importanti al mondo hanno da sempre avuto un ruolo da protagoniste nella diffusione della cultura e dell’educazione dei territori in cui operano. Un aspetto, forse poco comunicato, che rispecchia una loro vocazione storica. Per citare un solo caso: senza le ambizioni dei banchieri, nel XIV secolo non avremmo conosciuto il Rinascimento, alla pari di altri dei più rivoluzionari movimenti artistici e culturali del passato, fino ai giorni nostri.

Negli ultimi anni sono tante le iniziative sociali e culturali (dalla musica, all’arte, al ballo, fino alla formazione delle fasce più deboli della popolazione) che le banche hanno ideato direttamente, oppure scelto di supportare, come racconteremo in questo articolo.

Una banca come fabbrica di creatività

La promozione della creatività è molto di più di un intento: per alcune banche è un principio stabilito a chiare lettere nella mission aziendale. «Sviluppare creatività nelle società in tutto il mondo è uno dei focus della banca da più di 35 anni», si legge per esempio sul sito di Deutsche Bank.

La banca di Francoforte guidata da Christian Sewing intraprende diverse iniziative sul fronte culturale. Ne citiamo alcune. Dal 2003, sostiene la Frieze Art Fair, una delle più importanti fiere di arte contemporanea al mondo che si svolge in tre città, Londra (dove è nata), New York e quest’anno si è aggiunta Los Angeles.

L’arte contemporanea è al centro delle attività della banca: ogni anno sostiene le opere di un artista emergente, con l’iniziativa “Artist of the Year”. Quest’anno la vincitrice è Caline Aoun, artista libanese che grazie all’istituto espone le sue opere nei più grandi musei di arte contemporanea tedeschi e italiani (es, il MAXXI a Roma).

L’impegno di Deutsche Bank verso la cultura emerge poi in altre iniziative come ArtMag, magazine che racconta la storia e la curiosità degli artisti, e in progetti davvero originali. Tra questi due eventi itineranti “Toca, Zezinho” e “Art Busses”, per portare la musica classica e l’opera in quartieri disagiati, come gli slum di San Paolo in Brasile.

Una banca che porta gratis nei musei

Il sostegno di iniziative culturali è al centro di un altro colosso del mondo finanziario: la Bank of America, annoverata da Investopedia tra le 10 banche più importanti al mondo.

Il legame tra la banca e la cultura è cosa antica. L’istituzione creata dall’italo americano Amadeo Peter Giannini, fin dai suoi primi passi stringe un rapporto molto stretto con la settima arte, il cinema. Senza il supporto della banca, Walt Disney non avrebbe mai avuto la possibilità di finanziare il suo primo lungometraggio, “Biancaneve e i sette nani”, da cui è partita la storia della più grande azienda di intrattenimento al mondo.

La relazione tra banca e arte è poi proseguita nei decenni. Tra le iniziative più fortunate, ricordiamo il “Museums on Us”: un programma che consente ai titolari di carte di credito Bank of America di accedere gratuitamente a circa 200 siti d’arte, nel primo fine settimana di ogni mese.

La lista dei musei americani coinvolti è lunga e prestigiosa. I clienti possono visitare gratuitamente il Metropolitan Museum of Art (che include una delle più grandi collezioni proveniente dall’Antico Egitto al mondo) e anche l’Andy Warhol Museum, per conoscere le opere del padre della pop art.

Una banca che supporta formazione e cultura

«L’educazione è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo», è la frase che racchiude bene la mission di Banca Mediolanum.

Il presente e futuro della Banca si chiama Mediolanum Corporate University, l’Università aziendale, inaugurata 10 anni fa, che nelle scorse settimane ha festeggiato i 10 anni di attività.

Il decennale ha anche rappresentato l’occasione per tracciare un bilancio dell’Università aziendale, che ha lo scopo di coinvolgere family banker e dipendenti in corsi specializzati per rafforzare le competenze commerciali, comunicative, relazionali e manageriali

I numeri governano il mondo, diceva Platone, e nel caso specifico parlano a favore dell’istituto di formazione: 60 milioni di euro di investimento, cinquemila ore di formazione erogate ogni anno, oltre cento tra professori universitari, consulenti di azienda e formatori coinvolti.

Mediolanum Corporate University è molto più di un’Università aziendale: negli anni ha investito sul territorio, organizzando oltre 600 eventi su temi come ispirazione, cambiamento, condivisione, arte e progresso, nell’ambito della “piattaforma culturale” Centodieci.

Per festeggiare i 10 anni di MCU, Centodieci ha dato vita a “Educando: l’Educazione può fare”, un ciclo di incontri (che si sono tenuti il 18 marzo al Teatro Nuovo di Milano) con ospiti prestigiosi come Simona Aztori, Mario Cucinella, Oscar Farinetti, Paola Maugeri, Patrizio Paoletti, Michele Placido, Giusy Versace.

«Con il progetto Centodieci abbiamo voluto offrire alla nostra community nelle varie province italiane l’opportunità di incontrare e lasciarsi ispirare dall’esperienza e dal racconto di vita di molte persone eccezionali scelte in tutto il mondo tra quelle che più incarnano i valori in cui crediamo e che provengono da più ambiti disciplinari. Si tratta di esperienze uniche per gli spettatori e di un’attività che abbiamo raccolto e condiviso anche nel nostro magazine Centodieci.it che parla a due milioni di lettori», spiega Oscar di Montigny, Chief Innovation, Sustainability & Value Strategy Office di Banca Mediolanum.

Una banca che fa ballare con la tecnologia

BNP Paribas, gigante della finanza francese guidato da Jean-Laurent Bonnafé, sceglie invece di puntare sulla danza contemporanea.

La banca aiuta giovanissimi ballerini con tanto talento e pochi soldi, a frequentare scuole di danza prestigiose, occupandosi in prima persona delle spese di vitto e alloggio, presso istituzioni come Fabrique Chaillot, Montpellier Dance Festival e la Maison de la Danse di Lione.

Inoltre, la Fondazione di BNP ricerca nuove opportunità nel legame tra creatività artistica e innovazione, interrogandosi su quali sono i mezzi tecnologici (intelligenza artificiale, realtà virtuale e aumentata…) che possono essere applicati nel campo della coreografia o della danza, più in generale. Tra le iniziative più interessanti su questo fronte, c’è il Dansathon, un vero e proprio hackathon della danza che mette insieme per 72 ore squadre composte da esperti della danza, del design e della comunicazione, allo scopo di creare dei progetti di innovazione. La banca finanzia il progetto più interessante con 10mila euro.

Una banca che insegna le competenze del futuro

L’educazione è invece il fronte scelto da un gigante di Wall Street, come JPMorgane Chase. La banca, guidata da Jamie Dimon, ha investito oltre 300 milioni di dollari per aiutare i giovani e i meno giovani a migliorare le loro competenze per inserirsi meglio nel mondo del lavoro.

L’iniziativa, chiamata “New Skills at Work”, “ha permesso a 147mila persone di cambiare vita e carriera”, come si legge sul sito di JPMorgan, dove sono anche raccontate le storie di chi ha usufruito del programma.

Sempre sul sito dell’istituto newyorchese si trovano altri dati interessanti dell’iniziativa, che in cinque anni ha coinvolto 37 Paesi in tutto il mondo, 738 istituzioni partner, e ha lavorato soprattutto su tre settori: manifattura, salute e logistica/trasporti.

Investire sulle persone per far crescere il business

Le iniziative di Banca Mediolanum e delle altre banche di cui abbiamo parlato finora mostrano gli effetti benefici e le tante opportunità che nascono quando comunità e business lavorano insieme, con l’intento di costruire soluzioni per il futuro.

«Formazione e preparazione sono alla base di ogni successo di un uomo. Una banca, un’impresa che investe sulle proprie persone, è un’azienda che decide di crescere insieme a loro perché il valore del capitale umano è il bene più prezioso e insostituibile sul quale un imprenditore possa continuare a credere e a puntare nel tempo», ha affermato il presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris.





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