Come lo sviluppo del Biotech in Italia può aiutare a salvare i prodotti in via di estinzione


Il settore delle biotecnologie è estremamente in crescita con un potenziale da non sottovalutare per lo sviluppo dell’economia italiana. A conferma di tutto ciò ci sono numerosi dati forniti da Assobiotec, l’associazione di categoria che promuove la ricerca del Biotech.

In breve, per biotecnologie intendiamo gli organismi viventi (come lieviti cellule vegetali e batteri) che vengono utilizzati come tecnologie per sviluppare prodotti e processi.

Tra presente e futuro

Durante l’ultima assemblea pubblica di Assobiotec-Federchimica è emerso come le biotecnologie possano migliorare la qualità della vita di tutti noi sotto differenti aspetti: le aziende di settore stanno infatti cercando di trovare soluzioni per compromettere il meno possibile il pianeta.

Il comparto agricolo, ad esempio, nei prossimi anni per sopperire all’aumento della popolazione mondiale dovrà produrre il 75% in più e questo richiede soluzioni completamente diverse rispetto a quelle adottate sino ad ora.

Una di queste è la coltura in vitro, che consente un risparmio di risorse ambientali che non si può raggiungere attraverso la semplice ottimizzazione dei processi. Con la coltura in vitro otteniamo la possibilità di far produrre ad un seme infinite quantità di principio attivo risparmiando grandissime quantità di risorse.

Le biotecnologie rappresentano un settore fortemente innovativo dove conoscenza e ricerca sono i veri fattori propulsivi, pronto a ricevere nuove opportunità e sfide.

Questo settore grazie alla continua collaborazione tra pubblico e privato potrebbe contribuire a portare competenza e professionalità ed essere così una grande risorsa per l’economia italiana. È necessario continuare a sostenere la ricerca e l’innovazione e promuovere azioni in questo senso.

I numeri del Biotech

Il settore delle biotecnologie rappresenta sicuramente il futuro della nostra economia, ma è anche il nostro presente. Nel report Bio In Italy 2019 emerge una chiara fotografia della situazione. Negli ultimi 3 anni il fatturato proveniente da attività biotech è aumentato del 16%, una percentuale più alta di quella del settore manifatturiero che è circa del 7%. Gli investimenti in questo settore sono cresciuti del 17%.

Facendo un’analisi per settore di applicazione notiamo che i maggiori settori sono: salute (50%), industria e ambiente (29%), agricoltura e zootecnia (9%). Il restante 12% è rappresentato da attività di ricerca di base, servizi legati alla bioinformatica e all’analisi dei Big Data di imprese che si occupano di Genomica Proteomica e Tecnologie Avanzate – GPTA.

Dal punto di vista geografico il fatturato generato dal biotech è maggiormente concentrato in 3 regioni (si stima un 90%). Mentre gli investimenti in Ricerca&Sviluppo sono per oltre l’87% situati da imprese insediate 5 regioni. In questo senso le regioni più performanti sono: Lombardia, Toscana e Lazio.

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Come la scienza può aiutare i cibi in via di estinzione

Sono il grano, il riso, l’olio extravergine di oliva, basilico e pomodoro San Marzano, ingredienti simbolo del nostro Made in Italy che oggi rischiano di scomparire a causa di alcuni pericolosi patogeni.

Solo pochi giorni fa l’EFSA (autorità europea della sicurezza alimentare) ha dichiarato che al momento non esiste nessun modo per debellare la Xylella fastidiosa, un batterio che fa ammalare le piante di olivo. Da quanto riportato dai dati Istat la produzione di olio nel 2018 è diminuita del 34,7% rispetto l’anno prima.

Questo è solo un esempio dei rischi a cui esponiamo i diversi prodotti che non possono giovare dei vantaggi garantiti dalle biotecnologie. La soluzione è quella di approfondire sempre di più lo studio in queste materie e garantire scoperte ed innovazioni come il genoma editing, ad esempio, che è una risorsa indispensabile per contrastare le malattie che affliggono le piante e produrre alimenti più sani e nutrienti. Inoltre questa tecnica ha il vantaggio di avere gli stessi risultati dei metodi convenzionali, ma in modo più preciso.

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Uno sguardo al futuro

Il settore biotecnologico continua a prosperare, i principali parametri economici hanno valori importanti: più di 13.000 addetti, 571 imprese e 11,5 miliardi di euro di fatturato, un incremento del 22% di investimenti in ricerca e sviluppo tra il 2014 e il 2016 e il 38% di imprese esportatrici nel 2015, 7 volte in più dell’industria italiana nel suo complesso.

Le biotecnologie sono un settore strategico per l’economia italiana e non, infatti i paesi con maggiore crescita sono proprio quelli che investono maggiormente nell’innovazione.





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