Cresce il tesoro delle Egadi: recuperati due rostri della prima guerra punica


SONO stati recuperati altri due rostri dai fondali delle Egadi. I preziosi reperti sono stati ritrovati grazie alla sinergia operativa tra la Soprintendenza del mare della Regione Siciliana, la Rpm nautical foundation e i subacquei della Global underwater explorer. I rostri in bronzo che il mare ha conservato portano a 18 il numero di quelli recuperati dei 19 individuati in questi anni.

I micidiali strumenti da guerra, montati sulla prua delle navi per speronare le imbarcazioni nemiche, rappresentano la prova evidente che i fondali di Levanzo, sono certamente il teatro della battaglia navale che sancì la fine della prima guerra punica, con la vittoria della flotta romana su quella cartaginese. Fino ad oggi sono stati rinvenuti 16 rostri romani e due cartaginesi.


Cresce il tesoro delle Egadi: recuperati due rostri della prima guerra punica

Nel corso delle ricerche sui fondali delle isole siciliane, anche quest’anno condotte con la nave oceanografica Hercules, sono stati scoperti altri reperti che vanno ad arricchire la nostra conoscenza della storia antica. Nelle tre settimane di indagini, sono state individuate 68 anfore greco-italiche, due Dressel, quattro puniche e quattro piatti. Sono stati, inoltre, individuati e recuperati, sempre nello stesso areale, alla profondità di 80 metri, dai subacquei della Gue, due elmi del tipo montefortino di pregiatissima fattura.

Ma la vera novità delle ricerche di quest’anno è la scoperta effettuata tre giorni fa di una spada in metallo, della lunghezza di circa 70 centimetri con una lama larga 5 centimetri, appartenuta probabilmente ai soldati di uno dei due eserciti. Le armi dei soldati non erano state, fino ad oggi, mai ritrovate.

I reperti, dopo lo studio e il restauro, andranno ad arricchire l’esposizione all’interno dell’ex stabilimento Florio di Favignana dove, in una sala allestita con percorsi multimediali, sono esposti i rostri e gli elmi recuperati nelle campagne precedenti. La storia della battaglia è completata da una proiezione immersiva su sei schermi che racconta il tragico scontro tra le due flotte dal punto di vista dei due comandanti, Lutazio Catulo e Annone.

“La scoperta di queste armi antiche, degli elmi con decorazione e dei rostri – ha commentato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – arricchisce il nostro patrimonio di conoscenza sulla Battaglia delle Egadi. Un momento che ha segnato la storia della civiltà mediterranea. Una storia riscritta recentemente dal compianto assessore Sebastiano Tusa. E’ a lui che dedichiamo queste ultime scoperte, perché la sua geniale intuizione e la sua perseveranza nelle ricerche hanno consentito oggi, alla Soprintendenza del Mare e ai partner che hanno collaborato, di portare a termine un’operazione scientifica che mette un ulteriore tassello nel mosaico dello scontro tra Romani e Cartaginesi”.


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