Dal cibo disidratato agli M&M’s, ecco cosa mangiano gli astronauti nello spazio


Non so voi, ma a me è capitato spesso, negli anni, di chiedermi cosa e come mangiano gli astronauti. Film, documentari e soprattutto cartoni animati (I Simpson, per citarne uno) ci hanno dato qualche spunto sul cibo degli astronauti, ma è bene fare chiarezza. Le patatine in busta sono assolutamente da evitare, e probabilmente non sono autorizzate a lasciare il suolo terrestre.

Lasciamoci alle spalle, quindi, le strane avventure di Homer e cerchiamo di ripercorrere l’evoluzione del cibo per gli astronauti nella storia, dal primo allunaggio ad oggi.

Campeggio nello spazio

Innanzitutto bisogna lavorare un po’ di fantasia, allontanandoci dal concetto di cibo e di preparazione a cui siamo abituati. Pensate a quando ci si prepara per un campeggio della durata di diversi giorni. Occorre portare una quantità di cibo adeguata, scegliere cibi quasi per nulla deperibili e avere gli attrezzi per prepararli e cucinarli.

Non finisce qui: alla fine del viaggio in campeggio, è necessario anche pulire e conservare tutti gli attrezzi, e mettere da parte la spazzatura per poi smaltirla correttamente prima di tornare a casa.

Gli astronauti, fondamentalmente, fanno la stessa cosa quando vanno nello spazio: alcuni cibi possono essere mangiati nelle loro forme naturali, come la frutta e i biscotti. Altri alimenti, come i primi, richiedono invece l’aggiunta d’acqua e vanno riscaldati poiché già precotti.

Naturalmente, nella stazione spaziale c’è un forno per riscaldare il cibo degli astronauti alla giusta temperatura. Per molti anni non ci sono stati frigoriferi, quindi gli alimenti spaziali dovevano essere conservati e preparati correttamente per evitare deterioramenti, specialmente nelle missioni più lunghe.

Cibo degli astronauti

Fonte: Smithsonian National Air and Space Museum

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Vengono forniti condimenti come ketchup, senape e maionese. Sale e pepe sono disponibili, ma solo in forma liquida: questo perché gli astronauti non possono spargere sale e pepe sul loro cibo nello spazio. Infatti, fluttuerebbero semplicemente via e si correrebbe il rischio di ostruire le prese d’aria e contaminare le apparecchiature.

Conservazione e smaltimento

Il cibo degli astronauti arriva in confezioni usa e getta. I cosmonauti devono gettare via i pacchi quando hanno finito di mangiare. Alcune confezioni sono realizzate in modo tale da impedire al cibo di volare via. L’imballaggio per alimenti è progettato per essere flessibile e facile da usare, oltre che per ottimizzare lo spazio durante lo stivamento o lo smaltimento di contenitori per alimenti.

La dieta degli astronauti è sicuramente completa e bilanciata perché comprende verdure, pollo e riso integrale. Gran parte di essi sono termostabilizzati, ossia pastorizzati o sterilizzati o disidratati. Questi procedimenti aiutano a fermare la carica batterica che altrimenti si formerebbe all’interno del piatto, rendendo così lo space food conservabile fino a 36 mesi.

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L’evoluzione del cibo degli astronauti

Ma percorriamo un po’ la storia e l’evoluzione del cibo spaziale. Innanzitutto facciamo una precisazione. I cosmonauti dell’Apollo 11 ebbero già a disposizione un menù migliorato, e non di poco, rispetto agli inizi.

1962: a base di tubetti

Nel 1962 il russo Yuri Alekseyevich Gagarin dovette mangiare carne, fegato e verdure frullati da un tubo mentre orbitava intorno alla Terra. Ha dovuto spremere la salsa di cioccolato da un altro tubo per godersi il suo dessert nello spazio.

1965: disidratato in sacchetti sigillati

Nel 1965, il programma Gemini della NASA condusse il suo primo volo con equipaggio a bordo e decise di inviare cibo disidratato in sacchetti. Queste buste sigillate contenevano alimenti come budino di riso, uova strapazzate e pollo al curry. Anche le bevande come caffè e latte erano sigillate in sacchetti.

Tutti i pasti venivano accompagnati da istruzioni su come reidratarli e ogni pasto conteneva meno calorie del normale, questo perché il fabbisogno calorico degli astronauti è più basso in condizioni di assenza di gravità.

Space food

Fonte: TIME & LIFE PICTURES

1964: anche i cosmonauti golosi sono accontentati

Per soddisfare i più golosi, nel 1964 sono stati introdotti nella dieta spaziale dei biscotti a cubetti di zucchero. Essi furono progettati per essere mangiati con un solo morso. I biscotti erano ricoperti di gelatina per prevenire le briciole, che potevano ostruire i sistemi elettrici o i filtri dell’aria.

Il rivestimento in gelatina ha anche impedito al cibo di rovinarsi e ne ha preservato il sapore, sebbene gli astronauti trovassero ancora i loro pasti insipidi e privi di consistenza.

Cibo degli astronauti

Fonte: Getty Images

1969: carne e verdure confezionate sull’Apollo 11

All’epoca del primo allunaggio, il cibo spaziale era leggermente migliorato. Sull’Apollo 11Neil Armstrong e Buzz Aldrin hanno mangiato carne e verdure, maiale, patate e pancetta e salsa di mele. Tutti questi pasti dovevano essere reidratati in appositi sacchetti etichettati con data di riferimento.

Nel caso in cui qualcosa fosse andato storto, era prevista anche una fonte di cibo di riserva, a cui si poteva attingere direttamente all’interno degli elmetti da astronauta.

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Cibo degli asatronauti

Fonte: Corbis – Getty

1983: il cibo degli astronauti della NASA include Riso Pilaf

Il programma Space Shuttle della NASA ha lanciato equipaggi nello spazio per tre decenni (dal 1981 al 2011). Durante la nona missione dello Space Shuttle, nel 1983, gli astronauti mangiarono da vassoi contenenti alimenti come polpette con salsa barbecue, pilaf di riso, fagioli italiani e budino di cioccolato termostabilizzato.

A partire dal 1985, gli astronauti ricevettero tortillas di farina. Per rendere più facile la stagionatura del cibo, sono stati somministrati anche pepe e sale liquido. Inoltre, gli astronauti dello Space Shuttle ebbero finalmente accesso a un “armadietto per alimenti freschi” con frutta e verdura come mele, banane, carote e bastoncini di sedano.

Alimenti freschi nella stazione spaziale

Fonte: Bettmann / Getty

2001: prima consegna della pizza nello spazio

Pizza Hut è famosa per essere stata la prima azienda al mondo a consegnare una pizza al di fuori dell’atmosfera terrestre. Il pasto fu inviato al cosmonauta russo Yuri Usachov, che all’epoca viveva sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Pizza Hut ha pagato all’agenzia spaziale russa circa 1 milione di dollari per la geniale trovata pubblicitaria dedicata al cibo degli astronauti.

2004: M&M’s a bordo

Nel 2004 il pilota Mike Melvill, mentre utilizzava lo SpaceShipOne, un velivolo sperimentale, si concesse una prodezza: “Ho allungato la mano in tasca e ho tirato fuori alcuni M&M’s, tutti di colori diversi, e li ho lasciati andare davanti alla mia faccia”, ha detto Melvill in una conferenza stampa dopo il volo. “Grazie all’assenza di gravità, si sono appena girati come piccole lucine scintillanti, ero così sconvolto che non potevo nemmeno pilotare”.

2017: Pizza party fai da te

Passano gli anni e, come è giusto che sia, nello spazio ormai si riesce a fare di tutto. Come questo gruppo di astronauti, che in maniera molto divertente ha dato vita ad un Pizza Party, preparando loro stessi le pizze e destreggiandosi benissimo tra un condimento e un passaggio volante.

2018: Cena di Natale per gli astronauti

Lo scorso Natale, Elon Musk e la sua azienda spaziale SpaceX hanno inviato una cena cosmica di Natale agli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il menu comprendeva tacchino affumicato, una casseruola di fagioli verdi, patate dolci, salsa di mirtilli e torta di frutta. La maggior parte del menu era composta da cibo disidratato sottovuoto.

Natale nello spazio

Credits: CC

Prossimo futuro: coltivare il cibo degli astronauti con le luci a LED

Dopo aver ripercorso l’evoluzione del cibo spaziale, chiudiamo questo viaggio raccontandovi una possibile nuova frontiera che può rivoluzionare il modo di mangiare nello spazio. Sembra la trama del film “The Martian” con Matt Damon, ma ormai è quasi realtà.

La NASA sta attualmente lavorando a una nuova stazione spaziale che potrebbe includere un “giardino spaziale” dove cibi come lattuga, fragole e patate possono essere coltivati sotto le luci a LED. Il giardino non richiederebbe molta acqua, e potrebbe migliorare drasticamente le diete degli astronauti, fornendo frutta e verdura fresca.

Abbiamo notato che il cibo degli astronauti si è evoluto abbastanza lentamente nella sua storia. Anche se il progresso e la tecnologia negli ultimi decenni sono progrediti in maniera esponenziale, il cibo spaziale è rimasto nella quasi totalità termostabilizzato, precotto o congelato. La crescita di alimenti freschi, coltivati direttamente a bordo, potrebbe finalmente migliorare le diete nello spazio, rendendo la permanenza dei cosmonauti più piacevole e sana.





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