Ecco le novità e gli incentivi alle imprese innovative presentati dal MISE


Sentiamo spesso dire come l’Italia sia la Cenerentola d’Europa (e non solo) per gli investimenti in capitale di rischio nelle imprese innovative, che siano startup o aziende già presenti sul mercato.

Il 26 Marzo, in occasione della Smau di Padova, ho assistito al workshop Wiki Imprese: al cuore dello sviluppo, dove i diversi attori facenti capo al Ministero dello Sviluppo Economico hanno presentato una soluzione organica al problema.

Dalle parole di Gianfranco di Vaio, responsabile ricerca e studi di Cassa Depositi e Prestiti, l’iniziativa nasce per tre ragioni fondamentali:

1) colmare il gap con gli altri paesi europei

2) fare sistema tra i vari protagonisti

3) creare best practices per tutte le amministrazioni dello Stato.

Il concetto essenziale può essere riassunto nelle parole del Consigliere Regionale Jacopo Berti:sgomberare la strada a chi vuole correre, invertendo il rapporto attuale tra impresa e Stato. Quindi non più è l’imprenditore a districarsi nei vari bandi e finanziamenti, ma lo Stato che si fa carico di indicare la strada migliore”.

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In pratica, di cosa si tratta? Il perno dell’operazione è il portale  www.incentivi.gov.it che, grazie ad un processo di chatbot di Artificial Intelligence attivo già dal mese di aprile, guiderà l’imprenditore verso la soluzione migliore.

La migliore soluzione potrà essere, per esempio, un finanziamento a fondo perduto, una garanzia al credito, un prestito a tasso agevolato o un investimento in equity funds attraverso il venture capital. Gli sforzi saranno concentrati sulle aziende che vogliono fare ricerca, sviluppo e innovazione.

L’obiettivo del progetto

L’intento del progetto è quello di attivare una serie di incentivi già a bilancio, statali e regionali, e una serie di nuovi finanziamenti creando sinergie finora non sfruttate a dovere.

Come ricordava il Sottosegretario Buffagni, questa iniziativa nasce da “un percorso di ascolto delle imprese e dei territori, per poi tradursi in una soluzione pratica ma sempre flessibile alle nuove richieste che nasceranno in futuro”.

Non si tratta infatti di cercare di scavalcare i giganti mondiali come Cina e Stati Uniti, ma di puntare su alcune nicchie di eccellenza esistenti come la robotica, la certificazione del Made in Italy tramite blockchain, puntando anche ad incentivi per il training alle imprese 4.0. Questo richiede una visione di fondo, una nuova policy e degli strumenti operativi.

Nuove regole anche per le startup sull’accesso al credito

Di forte interesse anche l’intervento di Pierpaolo Brunozzi (Mediocredito Centrale) che tramite la garanzia al settore bancario che eroga i prestiti, permetterà all’imprenditore di evitare di usare garanzie personali e alle startup innovative di non avere il peso della valutazione iniziale, che solitamente blocca il credito bancario.

In questo modo, si conta di liberare nuovo credito per 19 miliardi di euro con potenziali migliaia di nuove startup nei prossimi 3-5 anni. Per la prima volta, inoltre, basterà usare il proprio codice fiscale per far comunicare le varie banche dati sgravando l’imprenditore dal produrre una serie di documenti.

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Non ultimo, tramite l’intervento diretto della Cassa Depositi e Prestiti si potrà contare su un venture capital statale (sul modello francese) che avrà una dotazione di un miliardo di euro e potrà intervenire direttamente sul capitale aziendale.

Ovviamente, è ancora presto per fare valutazioni e prevedere possibili evoluzioni del progetto, ma ho percepito un notevole interesse dagli operatori qualificati presenti nella sala, tra cui incubatori, imprenditori, banche e venture capitalist.

Risulta sempre più impellente la necessità di una spinta interna del Paese verso la modernizzazione e la formazione avanzata e questa potrebbe essere una buona occasione da sfruttare.





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