Elon Musk fa un nuovo salto


Dopo le montagne russe con le auto elettriche con Tesla, il trasporto nello spazio con SpaceX, i tunnel sotterranei di treni super veloci con Boring Company e i lanciafiamme, dopo aver registrato pure un un brevetto per il marchio Teslaquila, Elon Musk ha presentato ieri il lavoro di Neuralink, startup fondata due anni fa per sviluppare interfacce neurali per collegare il cervello alle macchine (Musk ci ha investito 100 milioni di dollari, dalla sua costituzione la compagnia ha raccolto 190 milioni di dollari in finanziamenti e conta 90 dipendenti). In che senso? Il miliardario ha presentato un dispositivo microscopico alla quale la sua società lavora dal 2017 e che per ora è stato sperimentato solo su cavie da laboratorio. É questa l’ultima sfida lanciata da Musk, sempre più lanciato nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il suo sogno? Avviare i test sugli esseri umani entro la fine del prossimo anno (va rilevato che al momento Neuralink non ha ancora i permessi della FED per operare su pazienti umani).

Ma… L’idea di impiantare micro computer nel cervello è stata già presa in considerazione da Google e Facebook, ma ha attirato molte critiche. Secondo molti, sarà difficile che le persone accettino di affidarsi alle aziende, dando loro la possibilità di accedere direttamente ai dati prodotti dal cervello.

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Elon Musk durante la presentazione – credits Neuralink

Fili spessi come capelli

Neuralink lavora ad microchip da impiantare nel cervello per sviluppare la telepatia, potenziare la memoria e riparare funzioni motorie compromesse. Il progetto Neuralink prevede l’impianto nel cervello di un chip connesso a cavi dello spessore di un decimo di un capello umano.

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Come una porta Usb

Il chip agisce come una porta Usb-C, la stessa dei Macbook della Apple e permette, via Bluetooth, di collegarsi a un computer o allo smartphone. Secondo Musk, il chip potrebbe essere usato da chi vuole potenziare la propria memoria o da chi è stato colpito da infarto, i malati di cancro, i tetraplegici o persone affette da malattie congenite.

Comunicare più rapidamente con le macchine

L’obiettivo è consentire agli esseri umani di comunicare più rapidamente con le macchine. Una delle tecniche distintive di Neuralink è che colloca i fili flessibili degli elettrodi in prossimità dei neuroni, le minuscole cellule che sono gli elementi costitutivi fondamentali del cervello. Si pensa che la capacità di acquisire informazioni da un numero elevato di celle e quindi inviarle in modalità wireless a un computer per un’analisi successiva sia un passo importante per migliorare la comprensione di base del cervello. Neuralink intende anche realizzare un modulo che si trova fuori dalla testa che riceve in modalità wireless le informazioni dai fili incorporati nel cervello.

credits Neuralink

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C’è posto per 10 microchip

Secondo il fondatore di Tesla in ogni cervello umano c’è posto per impiantare fino a dieci microchip, collegati a una app su iPhone. “Il collegamento sarebbe wireless – ha spiegato Musk – così non avresti cavi che escono dalla testa. Questo è molto importante”.

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Entro il 2020

Alcune prove, anche se non ha spiegato su chi, verranno fatte entro il 2020. L’intervento per impiantare i chip nel cervello verrebbe fatto solo con anestesia locale. Al momento Neuralink ha sviluppato un device, che in futuro potrebbe essere sostituito da un laser, che ti fa un foro di 8 mm sul cranio. Gli scienziati hanno parlato di un robot “simile a una macchina da cucire” in grado di impiantare fili ultrasottili in profondità nel cervello.





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