Equifax patteggia una multa fino a 700 milioni per furto di dati


Equifax, agenzia di valutazione del credito, tra le più grandi al mondo, ha accettato di patteggiare una multa fino a 700 milioni di dollari (almeno 575 milioni) con la Federal Trade Commission, il Consumer Financial Protection Bureau e una serie di procure statali. L’accordo servirà anche a chiudere la class-action intentata contro l’agenzia. A riportare la notizia il Wall Street Journal. Secondo il quotidiano, con l’accordo sarà anche creato un fondo per risarcire i consumatori, Equifax accetterà poi di rafforzare la sicurezza nella gestione e protezione dei dati personali (la società sta già spendendo 1,25 miliardi di dollari per aggiornare i suoi sistemi). “L’inettitudine, la negligenza e gli scarsi standard di sicurezza hanno messo in pericolo le identità di metà della popolazione degli Stati Uniti” ha dichiarato il procuratore generale di New York Letitia James.

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Che cosa è successo

Equifax ha subito un data breach che ha esposto quasi 150 milioni di numeri della Social Security e altre informazioni sensibili, quasi esclusivamente di cittadini statunitensi (un dato enorme, se si considera che la popolazione Usa è di circa 330 milioni di persone). A seguito del data breach sono scattate le indagini sul furto dei dati.

I dati di 143 milioni di persone

A settembre 2017, Equifax aveva ammesso che i suoi server erano stati violati e che erano state trafugate le informazioni personali di 143 milioni di clienti. Gli hacker avrebbero approfittato di carenze e malfunzionamenti nei sistemi di protezione di Equifax, riuscendo ad accedere a nomi, date di nascita, indirizzi, numeri di patente e numeri di Social Security (simili ai nostri codici fiscali). Risultano essere stati rubati, anche, i numeri di carta di credito di 209.000 mila persone.

Solo sei settimane dopo

La comunicazione dell’attacco hacker era però stata data sei solo settimane dopo e, si è poi scoperto, nel frattempo alcuni manager della società avevano venduto due milioni di azioni. Il grave attacco hacker aveva poi portato all’allontanamento dell’amministratore delegato e presidente del Cda, Richard Smith.

 





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