Exomars 2020, in Italia il centro di controllo: “Da qui guideremo il rover sul Pianeta rosso”


È PRONTO il centro di comando marziano, a Torino, con un pezzo del pianeta rosso ricreato negli stabilimenti della Altec, la “Houston italiana”. Il nuovo presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, e il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea, Jan Wörner, hanno tagliato il nastro della sala di controllo dell’azienda piemontese, dalla quale partiranno i comandi a Rosalind, al rover della missione Esa Exomars, che esplorerà la superficie e il sottosuolo di Marte, alla ricerca della vita a partire dai primi mesi del 2021.

L’inaugurazione segna un nuovo passo in avanti della prima avventura spaziale europea (una missione congiunta con i russi e con il contributo della Nasa) che scenderà sul pianeta rosso, dopo il fallimento del lander Schiaparelli (che, vale la pena ricordarlo, si trattava di un test, non della missione primaria).

“Questo è un luogo strategico sulla Terra, dal quale ascolteremo gli strumenti del Rover, vedremo ciò che lei, Rosalind, vede e invieremo comandi per cercare tracce evidenti di vita sopra e sotto la superficie” ha affermato Wörner.

La Operation room

La “stanza dei bottoni” è una semplice scrivania con quattro computer, e si affaccia con una vetrata su una gigantesca ‘sandbox’, la replica del terreno marziano. Lì si muoverà la copia del rover per testare le manovre da replicare a milioni di chilometri di distanza. La Control room sarà il punto di partenza degli ordini da impartire a Rosalind. Lì i team scientifici decideranno, di volta in volta, sulla base dell’analisi delle immagini ricevute, in quali direzioni dirigerla e, soprattutto, dove scavare.

“Siamo onorati di essere all’avanguardia dell’esplorazione robotica europea contribuendo con la realizzazione del Rover operations control center – ha detto Vincenzo Giorgio, amministratore delegato di Altec – Il Rocc è il risultato del lavoro delle agenzie, dell’industria e sottocontraenti per il raggiungimento di un obiettivo comune, il successo della missione che vede nel Rocc il suo cervello”.

Una volta scritte e codificate al Rocc, le istruzioni saranno spedite in Germania, all’Esoc (European space operation center), per essere inviate verso Marte: “Da Torino ci arriverà il file con i comandi – spiega Andrea Accomazzo, capo divisione Sistema solare e missioni di esplorazione dell’Esa – che noi invieremo al rover sia mentre si trova in viaggio nello spazio a bordo del modulo, sia quando si troverà sulla superficie”. Una volta ammartata, sarà necessario usare un ponte radio, garantito dalle sonde in orbita attorno al pianeta: “Valuteremo di volta in volta quali saranno i ponti radio disponibili – aggiunge Accomazzo – se le due sonde dell’Esa, Mars Express o Tgo, oppure se necessario quelle della Nasa”.

Exomars è una missione che parla italiano sia come investimenti (il nostro Paese è infatti il primo contributore, con una percentuale che varia dal 35 al 37%) sia come tecnologia e knowhow: “Il Rocc sarà fondamentale per il successo del Rover di ExoMars 2020 e per Asi – ricorda Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – questo, sarà il primo passo per candidare la struttura verso prossime missioni per lo studio di Marte ma anche di altri corpi celesti. Abbiamo investito in questo perché crediamo che sia elemento fondamentale per il futuro dell’esplorazione robotica dell’Universo”.

Un “pezzo di Marte” a Torino

La sala più grande e più spettacolare del Rocc è il Mars terrain simulator. Una distesa di sabbia rossa e rocce che replica le condizioni in cui si troverà a operare Rosalind. Qui verranno testate sul campo le manovre da eseguire, con l’aiuto di una piattaforma inclinata (“Tilting platform”) per simulare le inclinazioni del terreno.

Un sistema di illuminazione simulerà inoltre l’alba e il tramonto marziani, per ricreare il più fedelmente possibile le condizioni anche delle operazioni di trapanatura. La trivella è un altro gioiello della tecnologia italiana. Sviluppata e costruita da Leonardo nello stabilimento di Nerviano (in provincia di Milano) e potrà scavare fino a due metri di profondità. Ha sulla punta uno spettrometro (realizzato sempre da Leonardo a Campi Bisenzio) per le analisi chimico fisiche. Nella pancia di Rosalind, invece, c’è il vero laboratorio analisi (Ald) realizzato da Thales Alenia Space, che cercherà tra i campioni raccolti dal sottosuolo, tracce di vita passata o presente.

“Siamo davvero orgogliosi di avere un ruolo in primo piano in questo ambizioso programma Europeo per lo studio del Pianeta Rosso, contribuendo con la nostra esperienza e tecnologia – ha affermato Donato Amoroso, amministratore delegato di Thales Alenia Space in Italia – L’inaugurazione del Rocc avvenuta oggi riflette la fruttuosa cooperazione tra Agenzie e industria e segna solo l’inizio dell’entusiasmante viaggio alla ricerca di risposte ai quesiti che da tempo affascinano l’umanità”.

Decollo nel 2020, arrivo a marzo 2019

Il programma della missione sta procedendo secondo i piani. La finestra di lancio (luglio/agosto 2020) è confermata. Dal cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan, decollerà il razzo Proton che darà alla navetta (il “Carrier module”) la spinta necessaria per la traversata. L’arrivo è previsto per il 19 marzo. Dopo l’incidente di Schiaparelli, gli occhi di tutto il mondo saranno puntati proprio sulla discesa: “È l’unica cosa che non abbiamo mai fatto – conclude Accomazzo, il cui team sarà responsabile della fase di crociera e della discesa – con Schiaparelli abbiamo mancato proprio la parte finale. Stiamo lavorando anche su quello, consapevoli che avremo l’attenzione di tutti”.

“La missione di Exomars è il compendio della capacità tecnologica italiana messa in campo in questi anni e che oggi, nell’avvio ufficiale dei lavori del centro di controllo missione di Altec, ha l’espressione più ampia nel mostrare le competenze della comunità scientifica e della nostra industria spaziale – conclude Saccoccia – attraverso il Rocc l’Europa avrà una grande opportunità di gestire le attività del Rover su Marte per pianificare e verificare gli spostamenti sulla superficie marziana, alla ricerca delle zone più idonee per gli obiettivi della missione: cercare tracce riconducibili a forme di vita passata e/o presente”.


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