Fallisce Forever 21, il gigante Usa del fast fashion. A rischio 350 negozi


Forever 21, la catena di negozi abbigliamento per adolescenti, ha presentato istanza di fallimento: a rischio 350 (178 solo in Usa) dei suoi 815 negozi in 57 paesi. In particolare, come riporta il Guardian, la compagnia uscirà dal mercato giapponese e chiuderà tutti i 14 negozi alla fine di ottobre. La società prevede di chiudere la maggior parte delle sue sedi in Asia e in Europa, ma continuerà a operare in Messico e in America Latina. In una lettera ai clienti l’azienda ha dichiarato che comunque “le decisioni su quali negozi nazionali chiuderanno sono in corso, in attesa dell’esito delle negoziazioni con i titolari degli immobili. Prevediamo che un numero significativo di questi negozi rimarrà aperto e funzionerà come al solito, e non prevediamo di uscire da alcun mercato importante negli Stati Uniti”. Linda Chang, vicepresidente esecutivo dell’azienda, ha detto che la presentazione del capitolo 11, quella relativa all’istanza di fallimento, è “un passo importante e necessario per garantire il futuro della nostra azienda, che ci consentirà di riorganizzare la nostra attività e riposizionare Forever 21”.

I numeri

Forever 21 è solo l’ultimo dei rivenditori a trovarsi nei guai in seguito all’ascesa dello shopping online che ha ridotto il traffico pedonale verso centri commerciali e negozi fisici. Secondo le stime di Coresight Research, quest’anno i rivenditori negli Stati Uniti hanno annunciato oltre 8.200 chiusure di negozi, superando già il totale dello scorso anno di 5.589. A pesare sui rivenditori tradizionali anche gli alti livelli di debito accumulati e i costi di affitto.

Gli altri caduti. Wet Seal, American Apparel e Delia’s hanno dichiarato fallimento e hanno chiuso tutti i loro negozi negli ultimi cinque anni. Aeropostale ha presentato istanza di fallimento nel 2016, ma ha mantenuto aperti alcuni negozi. Anche quest’anno Charlotte Russe ha presentato istanza di fallimento.

30 mila dipendenti. Molti rivenditori hanno avuto problemi dopo essere stati acquistati da società di private equity o hedge funds. Forever 21, al contrario, è ancora di proprietà dei suoi founder. Secondo Forbes Won e Chang hanno un patrimonio netto di 1,5 miliardi di dollari e che la stessa società ha un fatturato annuo di 3,4 miliardi di dollari e 30 mila dipendenti.

Fast fashion

Forever 21 è stata fondata nel 1984 a Los Angeles da Do Won Chang e da sua moglie Jin Sook. La catena è cresciuta rapidamente nei centri commerciali suburbani soprattutto per la sua capacità di rivolgersi a ragazze e ragazze di diversa estrazione economica. In particolare, la società ha perfezionato un modello, quello del fast fashion, in grado di attirare i clienti grazie al mix di abbigliamento frequentemente aggiornato rispetto a quanto offerto nei grandi magazzini o dai singoli marchi. “Riceviamo nuovi prodotti ogni giorno. Con la maggior parte dei negozi del centro commerciale, di solito è uno o due giorni alla settimana – ha detto un direttore del negozio nel 2001 – abbiamo sempre gli stili più recenti”.

Grandi negozi

Negli anni Forever 21 si è distinta per aver aperto enormi negozi: il più grande conta quattro piani, 90 mila piedi quadrati e 151 camerini nel cuore di Times Square a New York. Dove poi molti rivenditori hanno iniziato a ridurre la propria rete di negozi negli ultimi anni, Forever 21 ha continuato a crescere in questo senso fino al 2016.





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