il super affare, che macina posti di lavoro e investimenti


C’era una volta negli Usa il mercato illegale della cannabis. Con la progressiva legalizzazione della marijuana ad uso ricreativo, l’industria della cannabis ha iniziato ad attirare l’attenzione della finanza e delle società, al punto che quando i grandi capitali sono entrati nel settore, nel 2018, gli argini della diga si sono rotti. Una premessa: da ottobre dello scorso anno il Canada è diventato il secondo paese, il primo del G7, dopo l’Uruguay a legalizzare il possesso e l’uso della cannabis ricreativa. A novembre il Michigan è diventato il decimo stato Usa ad approvare l’uso ricreativo della marijuana insieme ad Alaska, Colorado, Nevada, Oregon, Washington, Vermont, Maine, Massachusetts e California. In 33 Stati USA la cannabis è legale a scopo medicale).

I numeri. Secondo uno studio di Euromonitor International, la canapa è destinata a irrompere in molti settori industriali. Al di là del ruolo della fibra, che assume un crescente interesse come isolante in bioedilizia o nella produzione di carta, lo studio prevede una crescita del mercato legale della cannabis del 77% al 2025 quando dovrebbe raggiungere i 166 miliardi di dollari.

cannabis

VC in cannabis

Che cosa è successo? Come riporta Quartz, l’anno scorso gli investimenti di venture capital statunitensi in società di cannabis hanno superato i 900 milioni di dollari. Agli inizi di marzo di quest’anno, gli investimenti erano quasi raddoppiati. Proprio questa settimana, Vertical Companies, una società che si occupa di cannabis con sede in California, ha raccolto 58 milioni di dollari dagli investitori. Aveva aperto un round per 20 milioni di dollari l’anno scorso, ma è stata costretta a stravolgere le proprie ambizioni a causa di una domanda maggiore. Non solo. Gli investimenti di venture capital hanno per protagoniste le aziende produttrici di alcol e tabacco che acquistano nel settore della cannabis, facendo diventare ancora più grandi i grandi giocatori. Nel 2018, il valore delle fusioni e acquisizioni nell’industria della cannabis ha superato i 15 miliardi di dollari, più di un terzo dei quali proveniva da industrie del tabacco e dell’alcol.

Il caso Canopy Growth e Altria

Già prima della legalizzazione, i titoli dei maggiori produttori canadesi di cannabis, come Canopy Growth o Tilray, avevano moltiplicato le quotazioni. In particolare Canopy Growth, quotata alla Borsa di New York, era già il più grande produttore di cannabis del Canada quando Constellation Brands (il distributore nordamericano di birra Modelo e Corona) ha versato 4 miliardi di dollari nelle sue casse l’anno scorso. La scorsa settimana il CEO di Constellation Bill Newlands ha detto alla CNBC che si aspetta che Canopy generi 1 miliardo di entrate entro la fine dell’anno fiscale. Altria, il produttore di sigarette Marlboro (una volta noto come Philip Morris), ha speso 1,8 miliardi di dollari per una partecipazione del 45% in Cronos, un altro mega-produttore canadese, alla fine dell’anno scorso.

211 mila occupati

Secondo il rapporto di Leafly e dalla società di consulenza Whitney Economics, nel 2018 negli USA sono stati creati  64.389 posti di lavoro legali e a tempo pieno nell’industria della cannabis: un incremento del 44%, portando il totale degli addetti del settore a 211 mila. La forza lavoro è aumentata del 21% nel 2017, del 44% nel 2018 e si prevede almeno un’altra crescita del 20% in termini di posti di lavoro nel 2019.

Anche le case farmaceutiche

Gli analisti prevedono che i prossimi a investire nel settore saranno le case farmaceutiche, anche se sono già in corso partnership strategiche. Alla fine del 2018, il gigante canadese della cannabis medica Tilray ha annunciato un accordo con la società farmaceutica svizzera Novartis per facilitare lo sviluppo del prodotto, i prodotti a marchio congiunto e la formazione di farmacisti e medici.





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