Luca Parmitano dalla Iss: “Orgoglioso di stare in orbita, difficile abituarsi al caffè”


“LA cosa più difficile cui adattarsi? Il caffè”. Risponde così Luca Parmitano fluttuando nella Iss, collegato per la sua prima conferenza stampa dallo spazio, dove trascorrerà i prossimi 200 giorni con la missione Beyond. L’ATTRACCO è già storia passata per la Soyuz, anche se è passata poco più di una settimana. Una manciata di giorni fa Luca Parmitano ha salutato ancora una volta la Terra per raggiungere la Iss a bordo della navetta, assieme ad altri due astronauti.

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“Sono passato un paio di volte sulla Sicilia, vedrete presto le foto”, scherza Parmitano raccontando i primi giorni nello spazio che lasciano poco tempo per affacciarsi e godersi il panorama. D’altronde, spazio e tempo così lontani assumono tutt’altra dimensione e la tabella di marcia della missione Beyond è fitta di appuntamenti, in parte già avviati. Da ottobre AstroLuca sarà anche il comandante della stazione, primo italiano a ricoprire il ruolo. Insomma, c’è parecchio da fare ed è il momento di fare il punto.

Parmitano si è collegato con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, una mezzora di domande e risposte, giusto il tempo per salutare e dare conto di come procedono i lavori. “Il mio impegno sarà concentrato sulla comunicazione, a bordo e a terra, grazie a un team di persone dedicato”.

Non a caso i social ci aiutano a sbirciare le attività in orbita. Oggi, ad esempio, lo si è visto a testa in giù con un visore per l’esperimento Vection sulla percezione di spazio e movimento attraverso la realtà virtuale. Domenica le immagini dalla Iss mostravano in esterni una manovra “su un oceano di nuvole”.

Ma i dispacci sono arrivati sin dal primo giorno senza gravità. Dopo aver twittato: “Che viaggio incredibile…”, il 24 luglio AstroLuca ha avviato il primo di una serie di esperimenti sulla microgravità che lo terranno impegnato, assieme ai colleghi: una cinquantina europei, altri 200 seguiti al livello internazionale. Nutriss è il nome in codice del test scientifico realizzato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), proposto dal professor Gianni Biolo dell’Università degli Studi di Trieste, per studiare come mantenere una composizione corporea ideale nello spazio, evitando l’aumento del rapporto massa grassa/massa magra dovuto all’inattività da microgravità. Il tutto con un apparato tecnico della Kayser Italia di Livorno.

Ma c’è stato anche il momento della ”meraviglia” e le emozioni. Come quando Parmitano ha condiviso le foto della ”sua” Soyuz MS13, che lo ha traghettato sulla Iss. “E’ sempre più vicina, e i dettagli della sua spartana, tecnologica bellezza si stagliano contro il nero dello spazio”, ha scritto AstroLuca durante l’avvicinamento. “Io e i miei colleghi, il comandante russo Alexander ‘Sansanech’ Skvortsov e l’americano Andrew Morgan, siamo impegnati con i nostri controlli per l’attracco”, spiegava in pochi caratteri. E subito, andando oltre le notazioni tecniche, “la realtà supera l’immaginazione” e AstroLuca si lascia andare alla visione del suo pianeta da laggiù: troppi pochi caratteri, e le parole non bastano a contenere i sentimenti.

Sabato scorso sulla Iss è arrivato anche il carico della capsula Dragon della SpaceX di Elon Musk. Il braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale è stato agganciato al modulo Harmony per ricevere oltre due tonnellate di materiali e rifornimenti, compresi 40 topi. Anche loro, i roditori, aiuteranno a studiare alcuni effetti della vita nello spazio, che AstroLuca sta provando ancora una volta.

Il diario di bordo continuerà ad alimentare i sogni di chi vuole diventare astronauta e AstroLuca è pronto a condividere il suo mestiere secondo i canoni dei social media. Ma con lucidità: “I follower?” – conclude Parmitano – “sono meravigliosi perché sono il segno della partecipazione ai traguardi della scienza”.


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