Nasce oggi l’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing, si occuperà di delineare il panorama italiano


Oltre 400 utenti, tra marketer e influencer, per dar vita a un report in grado di delineare con maggiore chiarezza l’influencer marketing in Italia.

Nasce da queste premesse l’analisi diffusa dall’ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing), realtà no profit nata dalla congiunzione di alcuni dei più rilevanti player di settore italiani. L’obiettivo è quello di informare e fare divulgazione sui temi legati all’influencer marketing, proponendo best practice e dati sulla situazione del mercato italiano.

L’Influencer Marketing, dopo la crescita vertiginosa degli ultimi anni, sta attraversando un periodo di apparente maturità, provando ad andare oltre l’hype che lo ha accompagnato.

Influencer Marketing

Venti chart accompagnate da approfondimenti per comprendere, dati alla mano, aspetti come la soddisfazione, le attività e i canali utilizzati, la selezione e l’analisi dei risultati. Si tratta di insight raccolti nel 2018 attraverso dei survey proposti ai professionisti del settore e alle aziende impegnate sul tema dell’influencer marketing.

Il primo di una serie di approfondimenti e attività come il successivo report dedicato agli influencer e, grazie alla partnership tecnologica con realtà di primo piano quali Talkwalker, Blogmeter e The Fool, analisi dedicate.

Un mercato, quello che emerge dal report, che si dimostra sì ancora “giovane”, ma che lancia importanti messaggi di crescita.

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La maggioranza dei marketer interpellati (il 67,22%) si dichiara infatti soddisfatta dei risultati ottenuti e che è pronta (il 67,5%) ad aumentare il budget per il 2019. Manifestazioni di quanto l’influencer marketing sia sempre più strumento strategico.

Passando agli obiettivi per cui l’IM viene impiegato, il dato di maggiore rilevanza è legato all’awareness (19.5%), sintomo di un mercato che deve ancora formarsi pienamente. Non mancano però obiettivi più “complessi” come l’incremento della brand reputation (18,3%) e rafforzare la relazione con utenti e community (10,7%).

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Il report conferma come sia Instagram il canale maggiormente utilizzato per i progetti con gli influencer (83% lo usa da spesso a molto spesso). Resiste Facebook (37% spesso), frequentemente utilizzato come supporto alle campagne realizzate su Instagram.

Andando ad analizzare i settori in cui l’IM è impiegato, troviamo il 17,6% di Fashion e Food & Beverage e il 12% del Travel. Ambiti sicuramente più pronti sia per cultura che per prodotto.

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“Da professionista impegnato quotidianamente in progetti d’influencer marketing – dice Matteo Pogliani, founder dell’ONIM e partner di Open-Boxsentivo, come tanti, l’esigenza di avere un’istantanea reale dello scenario italiano andando oltre percezioni e mode. L’estrema attenzione attorno al tema influencer ha sì portato maggiore attenzione, ma ancora poca consapevolezza”.

“I dati di questo e dei successivi report hanno proprio l’obiettivo di fare finalmente cultura sull’influencer marketing, facendo così crescere la coscienza di marketer e brand e spingendoli ad avere un approccio più critico e strategico. Una base di partenza, il report, su cui confrontarsi e, ove possibile, migliorare”.

È possibile, sia per aziende che privati, iscriversi all’ONIM e accedere al report attraverso il sito ufficiale.





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