Non bastano gli influencer, l’alimentazione vegetariana è uno stile di vita che va oltre la semplice dieta


La dieta vegetariana è una scelta di vita che non si limita al momento in cui ci si nutre a tavola: alla base di questa dieta, ovviamente c’è la rinuncia alla carne animale e la scelta di sostenere i dettami della filosofia eco friendly e cruelty free. Una scelta etica e solidale di non violenza, di rispetto, di amore per gli animali, per la natura e per l’ambiente, ma anche di salute e benessere della persona, in quanto sembrerebbe avere una comprovata azione preventiva nei confronti di alcune patologie fisiche e mentali. T

uttavia, oggi, intorno a tale pratica alimentare è ancora sospeso un alone di diffidenza: c’è chi considera i vegetariani semplici asceti, incapaci di godere delle numerose gioie della tavola, e chi sostiene che sia solo una moda, intensificata dalla maggiore produzione di alimenti veg e messaggi pubblicitari.

In realtà il vegetarianismo non è un fenomeno recente. Il primo sostenitore di questa filosofia sembra essere stato addirittura Pitagora, matematico e filosofo greco, del VI secolo a.C., che si scagliò contro l’abitudine di cibarsi di animali, da lui reputata un’inutile causa di stragi. In una realtà dove la carne era considerata un alimento pregiato e sacro, una decisione del genere suscitò sicuro stupore, se non scherno. Ma da allora, tutta una genìa di pensatori, artisti e personaggi storici, come Epicuro, Seneca, Platone Gandhi, Voltaire Leonardo da Vinci e Tolstoj, iniziarono a sostenere, seppur in modi e termini diversi, la causa di questa filosofia.

E i dati statistici di oggi cosa ci dicono? Secondo l’ultimo rapporto di Eurispes il 5,4% degli italiani segue una dieta vegetariana, mentre l’1,9% quella vegana. Una percentuale minima in confronto all’India (40%), Paese dove la tradizione alimentare vegetariana è radicata da secoli.

I dati sembrano confermare l’aumento delle tendenze veggie-friendly, in seguito allo scalpore suscitato dalle vicende dell’influenza aviaria, della “mucca pazza“, degli studi riguardo alla correlazione tra carne rossa e tumori, ma anche i reiterati episodi di maltrattamenti sugli animali negli allevamenti intensivi.

Inoltre, la facile reperibilità di informazioni tramite siti web, riviste divulgative, hanno reso possibile uno stato nutrizionale del vegetariano-tipo decisamente migliore a quello di dieci o venti anni fa.

alimentazione vegetariana

Cosa mangia un vegetariano?

Generalmente, la dieta senza carne si basa su alimenti classici quali cereali, legumi, verdura e frutta (sia fresca che secca) e, in misura ridotta, può comprendere latte, latticini e uova. Molti prodotti comunemente usati in questo tipo di alimentazione sono normalmente diffusi in tutto il mondo, ad esempio pasta, pane, riso, fagioli o piselli. Altri, come kamut, miglio, quinoa, bulgur, cous-cous, seitan, soia, tofu, tempeh, alghe alimentari, sono generalmente assenti in una classica dieta occidentale, ma ormai possono essere facilmente trovati nei comuni supermercati.

Grazie a questi alimenti, la dieta vegetariana può anche diventare un trionfo di fantasie e sapori: non dimentichiamoci che è possibile preparare una  pasta con ragù di verdure, ortaggi ripieni e gratinati, strudel, sformati e soufflé vegetali, vellutate, torte di cereali e molto altro ancora.

Esistono comunque diverse tipologie di dieta vegetariana:

  • la latto-ovo-vegetariana (LOV) è quella più conosciuta e diffusa, oltre che la più completa a livello alimentare. Di base, non ammette nessun tipo di cibo che preveda la morte di un animale, ma al contempo accetta qualsiasi derivato, come latte, uova, burro. Adatta per persone adulte e bambini e ragazzi, è considerata globalmente completa;
  • la latto-vegetariana (LV), segue gli stessi principi della dieta latto-ovo-vegetariana, eccetto che per l’assunzione di uova. L’eliminazione delle uova può non essere un problema se viene compensata dall’apporto di proteine di origine vegetale (legumi), a patto che non si ecceda con i latticini, alimenti ricchi di grassi, mentre l’ovo-vegetariana (OV), al contrario, segue i principi della stessa dieta, ma nega l’assunzione di latte e derivati;
  • vegana o vegetaliana, esclude qualsiasi prodotto di derivazione animale, compresi uova e latte, ma permette qualsiasi alimento di tipo vegetale. Nonostante sia una scelta etica lodevole, la cucina vegan non è bilanciata: si possono verificare gravi deficienze di vitamina B12 e di ferro. Gli integratori, a cui è necessario ricorrere, non sono efficaci come le sostanze naturali assunte attraverso determinati alimenti;
  • crudista vegana, prevede alimenti quali frutta, verdura, legumi germogliati e cereali che non siano stati sottoposti ad una cottura superiore ai 42°. Esiste anche un altro tipo di dieta crudista che si discosta da quella vegana, poiché prevede l’uso di latticini non pastorizzati, carne e pesce, ma sempre crudi e in quantità più o meno limitata;
  • fruttariana o frugivora, una dieta senza proteine animali, basata esclusivamente sul consumo di frutta e verdura. È un tipo di regime alimentare molto restrittivo, che nasce dall’idea che l’uomo, sin dall’alba dei tempi, si sia nutrito in questo modo;
  • semi vegetariana, una dieta che ammette il consumo sporadico di carne, pesce o altri cibi di derivazione animale; anche la dieta macrobiotica, che generalmente non include l’assunzione di carni o latticini, in alcuni casi e in alcune delle sue forme, può tollerare l’assunzione sporadica di pesce.

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food delivery

Quali sono i benefici di una dieta senza carne?

Una dieta vegetariana ben equilibrata sembra offrire notevoli vantaggi per la salute, come ad esempio, più bassi livelli di colesterolo ematico, un ridotto rischio di cardiopatia, ridotti livelli di pressione arteriosa e un più basso rischio di ipertensione e di diabete mellito di tipo 2.

Seguire una dieta senza carne aiuta ad avere una pelle splendida. Il perché è presto spiegato: la carne rossa genera gonfiori, irritazioni ed imperfezioni sulla pelle. Non solo. Tantissimi prodotti della terra, come arance, patate, fagioli, piselli, favoriscono la produzione naturale di collagene, responsabile dell’elasticità della pelle.

Diversi studi, come ad esempio l’Adventist Health Study, l’Oxford Vegetarian Study, l’EPIC-Oxford hanno dimostrato che i vegetariani, grazie al maggiore consumo di cibi ad alto contenuto di fibra e a bassa densità calorica, tendono ad avere un più basso Indice di Massa Corporea (BMI), bassi livelli di colesterolo e di glicemia, e sembrano essere meno soggetti all’obesità. Molti studi, a partire dagli anni ‘20, hanno dimostrato anche che i vegetariani presentano livelli di pressione arteriosa inferiori a quelli dei non-vegetariani e sono meno soggetti ad un rischio di mortalità per cardiopatia ischemica, con risultati più marcati tra gli uomini (32%) rispetto alle donne (20%) e limitatamente a coloro che avevano seguito la dieta per almeno 5 anni.

Infine, sia nell’Adventist Health Study che nell’EPIC-Oxford è stata riscontrata una minore incidenza di alcuni tipi di tumore rispetto ai non-vegetariani: uno studio pilota del professor Dean Ornish, ad esempio, ha dimostrato la possibilità di regressione per tumore alla prostata in fase iniziale con una dieta vegana associata ad altri cambiamenti intensivi dello stile di vita.

È ovvio che tutti questi benefici si otterrebbero col tempo e con dedizione alla dieta, seguendo uno stile di vita salutare che includa, come sempre, esercizio fisico, e soprattutto prendendo scelte giuste che vadano a favore del nostro corpo, come quelle di non fumare e di non abusare di bevande gassate e soprattutto alcoliche. Oltre ai benefici in termini di salute, è ormai confermato dagli studi che se i vegetariani fossero di più, il pianeta ne beneficerebbe dal punto di vista dei consumi di acqua e produzione di gas serra, nonché inquinamento del suolo.

cosa non mangiano i vegetariani

Le controindicazioni del vegetarianesimo

Come ogni dieta, anche quella vegetariana potrebbe avere i suoi contro. Innanzitutto, è bene non eccedere con il consumo di alimenti vegetali: esagerare con l’apporto di sostanze quali fibre, ossalati e acido fitico, limita l’assorbimento nutrizionale e soprattutto quello di alcuni minerali, tra cui il calcio, il ferro e lo zinco, di cui certe diete vegetariane sono già tendenzialmente povere.

È risaputo, infatti, che la totale assenza nella dieta di alimenti come carne e pesce può causare carenza di certi nutrienti essenziali, come ad esempio il ferro, la vitamina B12, il cobalto, l’amminoacido istidina e l’omega 3, mettendo l’organismo a rischio anemia. La carenza di proteine e di collagene, associata a mancanza di calcio, inoltre, può influire negativamente sulla vista, sulla struttura ossea, sui muscoli, sui tendini e sul tessuto sottocutaneo.

Non tutte le persone possiedono approfondite conoscenze in campo alimentare e dietetico: in assenza di tali basi, è molto facile cadere in errore, basta infatti discostarsi anche di poco dai modelli alimentari proposti per ridurre l’apporto di nutrienti al di sotto dei valori consigliati.

Le VEG influencer, sono davvero affidabili?

Yovana Mendoza Ayres, conosciuta anche come Rawvana sui social, con oltre un milione di follower sulla sua pagina Instagram, era una delle più potenti e seguite influencer del mondo vegano e crudista vegano, finché, pochi giorni fa, è stata sorpresa a mangiare un piatto di pesce fritto in un ristorante. La notizia ha causato parecchio scalpore e si sono susseguite pesanti reazioni: c’è chi si è sentito tradito, e chi ha trovato nell’accaduto un’occasione per cavalcare l’onda del consenso popolare sul tema della nocività di questa dieta.

La ragazza si è difesa spiegando ai suoi follower che aveva cominciato ad introdurre pesce e uova nella sua dieta, sotto consiglio del medico, perché stava andando incontro a seri problemi fisici, ma evidentemente non è bastato. Molti suoi ex seguaci l’hanno ricoperta di insulti. La californiana perderà gran parte dei suoi follower sui social, ma dovrà anche rinunciare ai remunerati contratti di sponsorizzazione con prodotti e marchi “raw food”. Un consiglio? Prestate particolare attenzione a chi si propone come influencer in fatto di dieta o come esperto in nutrizione. 

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Conclusioni

Detto questo, conviene essere vegetariani? Premetto che queste considerazioni provengono da un’accanita divoratrice di carne, simpatizzante per i vegetariani, che probabilmente non abbandonerà mai un trancio di salmone o un filetto in favore di un’insalata. Tuttavia, dal punto di vista dell’ambiente e della salute, la trovo una scelta ammirevole.

Penso che la chiave per una corretta alimentazione, vegetariana o meno, sia quella di assumere una quantità di cibo che riesca ad apportare al nostro corpo l’adeguato numero di calorie e di nutrienti. Visto che sono gli stessi vegetariani a riconoscere che uno dei più grandi svantaggi di una dieta di questo tipo sia quello di causare carenza di certi nutrienti essenziali, credo sia meglio farsi seguire da un esperto che potrà intervenire tempestivamente su eventuali carenze e andando a sopperirle con integratori specifici.

Inoltre, visto che i dati statistici lasciano emergere una gran quantità di persone che hanno abbandonato la dieta vegana solo dopo pochi mesi di prova, un consiglio prezioso che mi sento di dare è di non iniziarla in maniera troppo drastica, bandendo istantaneamente ogni tipo di alimento che implichi la presenza di carne. Bisognerebbe invece cominciare con calma, facendo piccoli cambiamenti. L’uomo ha bisogno di mangiare sano, ma al tempo stesso ha necessità di provare una sensazione di appagamento fisico e mentale, dopo aver gustato del cibo. Per cominciare, ad esempio, potreste iscrivervi ad un corso di cucina vegana o vegetariana, che vi consenta di sperimentare profumi, ingredienti e sapori diversi rispetto a quelli abituali.





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