Più multitasking, meno attenzione: ecco come internet modifica il cervello


VIDEOGAME, social media, notizie, musica online e chi più ne ha più ne metta. Internet e il mondo digitale sono ormai parte integrante della nostra vita. E la rendono certamente più facile. Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia: basti pensare, per esempio, che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha appena inserito nella sua nuova classificazione delle malattie (Icd-11), nel capitolo dedicato ai disturbi mentali, il cosiddetto gaming disorder, ossia la dipendenza da gioco online. E oggi un nuovo studio certifica che l’utilizzo smodato della Rete può influenzare il nostro cervello: un team di ricercatori della Western Sydney University, della Harvard University, del Kings College, dell’Università di Oxford e dell’Università di Manchester ha raccontato, sulle pagine della rivista World Psychiatry, che gli strumenti digitali che usiamo nella vita di tutti i giorni possono produrre alterazioni acute e prolungate in specifiche aree cognitive del cervello, migliorando le capacità di multitasking ma riducendo i tempi di attenzione e concentrazione.

L’attenzione divisa

Per tentare di capire in che modo l’uso di internet possa influenzare la struttura del cervello, la sua funzione e lo sviluppo cognitivo, i ricercatori hanno messo insieme e rianalizzato una serie studi di psicologia, psichiatria e neuroimaging già disponibili nella letteratura scientifica. Accorpando i risultati, il team ha osservato che un ampio uso di internet può effettivamente avere un impatto su molte funzioni del cervello: il flusso continuo di notifiche, per esempio, “incoraggia” la cosiddetta attenzione divisa, ovvero la capacità di concentrarsi contemporaneamente su stimoli diversi. “A sua volta, però, questo comportamento può ridurre la nostra abilità di mantenere la concentrazione su un singolo compito”, spiega Joseph Firth, uno degli autori dello studio. “Oggi possiamo fruire di informazioni e notizie senza soluzione di continuità, il che sembra stia alterando i modi in cui il nostro cervello memorizza e persino valuta i contenuti cui è esposto”.

Bambini e internet

Un’attenzione particolare riguarda i minori. L’eccessivo consumo di internet – e soprattutto dei social media – da parte dei più piccoli preoccupa da tempo genitori e insegnanti. Ad oggi, le attuali linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità consigliano, per i bambini tra i 2 e i 5 anni di età, di non superare un’ora al giorno davanti agli schermi. Tuttavia, precisano i ricercatori del nuovo rapporto, la maggior parte delle ricerche svolte finora si sono concentrate sugli effetti del mondo digitale sulla popolazione adulta, e sono, quindi, urgentemente necessarie altre indagini per poter determinare i benefici e gli svantaggi dell’uso di Internet nei più giovani. “Sebbene siano necessarie ulteriori indagini, per evitare i potenziali effetti negativi i genitori dovrebbero per esempio evitare che i bambini trascorrano troppo tempo davanti agli schermi, e perdano interesse in altre attività cruciali dello sviluppo, come l’interazione sociale e l’esercizio fisico”.
 
Per gli adulti, invece, nello studio si consiglia di praticare esercizi per migliorare l’attenzione e tecniche specifiche di “internet hygiene”: evitare comportamenti compulsivi di ‘controllo’ continuo dello smartphone, per esempio, o non usare internet nelle ore serali, dando così la priorità alle interazioni sociali. Risulteremo forse meno multitasking, ma di sicuro più simpatici.

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