Possibile secondo pianeta intorno alla stella più vicina a Sole


POTREBBE esserci un secondo pianeta in orbita intorno alla stella più vicina al Sole, Proxima Centauri, a soli 4,2 anni luce dal Sistema Solare, in direzione della costellazione del Centauro. La scoperta pubblicata sulla rivista Science Advances dal gruppo coordinato dall’italiano Mario Damasso, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) a Torino e Fabio Del Sordo, dell’Università di Creta e dell’Istituto di Astrofisica del FORTH, grazie ai dati raccolti con spettrografi installati in Cile.

Gli esperti suggeriscono la possibile presenza di un secondo pianeta a causa delle variazioni cicliche della luminosità di Proxima Centauri. Il pianeta potrebbe essere, secondo gli autori dello studio, una super-Terra, e compiere un’orbita completa intorno a Proxima Centauri ogni 5,2 anni, a una distanza dalla stella di circa 1,5 Unità Astronomiche. Si troverebbe, cioè, a una distanza pari a una volta e mezza quella media tra la Terra e il Sole, che è di circa 150 milioni di chilometri.

Gli stessi autori della ricerca sottolineano, però, che saranno necessari ulteriori studi per avere una conferma dei risultati. “Se l’esistenza del pianeta dovesse essere confermata – sottolineano – la scoperta potrebbe aiutare a capire come si formano pianeti di taglia piccola intorno a stelle di massa ridotta, come le nane rosse”, il tipo di stelle più diffuso nell’universo.

Rispetto ad altri candidati scoperti attorno a stelle più lontane, Proxima Centauri – come è stato battezzato – è un pianeta ideale per essere osservato con tecniche complementari che potranno confermarne l’esistenza nell’immediato futuro.

“E’ un risultato affascinante – afferma Del Sordo – un nuovo tassello che aggiungiamo alla conoscenza del sistema planetario più vicino al nostro. Il segnale che abbiamo trovato è al limite delle capacità strumentali. Nel nostro studio dimostriamo che i dati astrometrici presi dal satellite Gaia avranno un ruolo determinante per confermare l’esistenza del pianeta. La posizione dell’orbita di Proxima Centauri non è facilmente spiegabile con i modelli di formazione ed evoluzione planetaria attualmente disponibili, e quindi si aprono molte domande su come possa essersi formato poco più di 5 miliardi di anni fa”.


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Carlo Verdelli
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