Premio Cosmos, le recensioni delle scuole



Ecco le recensioni premiate dalla giuria del “Premio Cosmos”, la manifestazione internazionale (qui il programma) in programma a Reggio Calabria il 21 giugno. La Giuria sceglie ogni anno la migliore opera di divulgazione in  Fisica, Astronomia e Matematica.

Luca Perri, “Astrobufale”
Liceo Classico e Scientifico Socrate
Roma

docente Claudia Moretti
Il dilagare della disinformazione è una delle tante controindicazioni di una società digitale come la nostra, complici, inutile negarlo, soprattutto i social: abbiamo abbattuto le distanze, accorciato drasticamente i tempi di comunicazione, dato la possibilità a chiunque di condividere ciò che pensa; ma guardando l’altro lato della medaglia, spesso ci troviamo davanti ad una mole infinita di informazioni, spesso con pochissimi (a volte nulli) strumenti adatti a distinguere il vero dal falso. Ciò diventa tanto più pericoloso quando le fake news cominciano ad insinuarsi persino nelle scienze esatte e mettono solide radici nel sapere comune; nei casi più estremi le bufale ci convincono così tanto che neanche la verità o il buon senso riescono più a persuaderci.
Con “Astrobufale” Luca Perri realizza una divulgazione scientifica a 360 gradi che non offre soltanto una cura alla nostra disinformazione ma ci fornisce anche i mezzi per una solida prevenzione. Da un lato il libro si pone l’obiettivo di revisionare “Tutto ciò che sappiamo (ma non dovremmo sapere) sullo spazio”, toccando, tra un capitolo e l’altro, una notevole varietà di temi, sapientemente connessi dal filo della corsa allo spazio; dall’altro si preoccupa di mostrarci i pregiudizi, i “bias cognitivi” che deformano la nostra comprensione e disturbano il nostro apprendimento per evitare, o quantomeno farci ragionare, prima di venire nuovamente ingannati.
Il tutto acquista le forme di un quiz interattivo e umoristico che tiene viva l’attenzione del lettore, di una conversazione divertente e disinvolta sui misteri del cosmo, comunque ben lontana dalla banalità o dalla comicità scadente. Un libro chiaro e diretto che non dà nulla per scontato, che non presuppone conoscenze ma al contrario ci invita a mettere in dubbio tutto ciò che sappiamo per costruire un sapere nuovo, consapevole e ragionato. Una divulgazione scientifica aperta davvero a tutti; unico prerequisito, la capacita’ di meravigliarsi davanti alla bellezza del cosmo, all’eccezionalità della Terra, alla “delicatezza del nostro mondo” e alla potenza dell’ingegno umano.
 
 Ian Stewart, “I numeri uno”
Istituto Superiore “Euclide”
Bova Marina (RC)

docente: Anna Cavallaro

Il libro scritto da Stewart, “I numeri uno”, pubblicato nel 2018, è una raccolta di biografie di 25 matematici scelti da lui per scandire la storia del pensiero matematico dai tempi più lontani fino ai nostri giorni. Matematici che con le loro ricerche hanno aperto nuovi orizzonti alla ricerca matematica, ne sono stati i pionieri. Ma perch ?e pionieri? Perch ?e, come spiega lo stesso Autore, essi hanno un tratto comune: la capacita’ di entrare in regioni del pensiero precedentemente sconosciute all’umanità.
Si prenda, per esempio, Cantor e di come riuscì a fare crollare secoli e secoli di false certezze sul concetto di infinito; o Archimede e della sua formidabile idea per misurare la lunghezza della circonferenza e stimare il valore del pi greco.
L’autore attraverso questo libro vuole far capire come la Matematica sia una pura creazione della mente umana e una volta che un teorema viene dimostrato correttamente esso sarà vero sempre, diventa una verità eterna, per cui la Matematica non ‘e altro che una perenne ricerca della verità. I teoremi e le teorie matematiche possono anche passare di moda ma rimangono sempre veri.
Lo stile non è molto complesso e la lettura è molto interessante e scorrevole, non vi sono punti morti nel testo nonostante l’autore abbia trattato 2500 anni di storia matematica. Anche gli aneddoti e gli argomenti noti acquisiscono un peso diverso in una narrazione così particolare. Un libro molto coinvolgente sia per gli appassionati di matematica, sia per coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenza riguardanti essa.

 
 
Govert Schilling, “Onde nello spaziotempo”
Liceo Scientifico Statale “S. Cannizzaro”
Palermo

docente: Erasmo Modica
La penna di Schilling guida il lettore lungo la storia delle scoperte dei meandri più remoti del cosmo. Partendo dalla registrazione diretta di un’onda gravitazionale avvenuta il 14 settembre 2015, l’autore guida verso la piena comprensione di un evento di grande risonanza. Districandosi tra impressionanti distanze astronomiche e altrettanto impressionanti cifre finanziarie, l’interferometro laser adoperato si ‘e dimostrato abbastanza sensibile da verificare un’increspatura della trama spazio-temporale, pressoché impercettibile, proveniente dallo scontro di due buchi neri binari. Per rendere tutto ciò comprensibile a chi di astrofisica ne mastichi poca, l’autore olandese dedica interi capitoli a “corsi accelerati”, assicurandosi di non lasciare nessuno indietro nel procedere di una coinvolgente narrazione. Tuttavia, riferendo di onde gravitazionali, Schilling non può fare a meno di menzionarne il padre intellettuale; pertanto il secondo capitolo è dedicato al fisico più iconico della storia recente, Albert Einstein, alle sue scoperte, senza mancare di approfondire l’aspetto sentimentale del premio Nobel tedesco.
Schilling non si subordina alla sua stessa divulgazione: egli è la filigrana delle sue stesse pagine, costruite intrecciando opportunamente le sue vicende e conoscenze all’argomento, risultando, anziché un marginale relatore, il partecipe narratore del misterioso mondo siderale. Pertanto, dalle onde radio alle stelle di neutroni, ai complessi telescopi, tutto viene reso immediato grazie a un linguaggio chiaro, agli affascinanti aneddoti, alle efficaci metafore. La conclusione della lettura porterà a metabolizzare la sconfortante sensazione che sia ancora tutto da scoprire, rammentando che le scoperte avvengono quotidianamente. Non esitate quindi a lasciarvi trasportare dall’appassionante racconto che avvicinerà anche i più “digiuni” di astrofisica ai misteri del cosmo. Schilling sarà la perfetta guida per accompagnarvi in un viaggio attraverso le meraviglie di un universo inesplorato.
 
 
Eli Maor, “La musica dei numeri”
Liceo Classico Statale “F. Capece”
Maglie (Lecce)

docente: Maria Teresa Piccinni
 
In questo libro l’autore, Eli Maor, cattura l’essenza dello stretto contatto fra musica e numeri, rapporto del resto percepito sin dall’antichità.
All’inizio della sua riflessione propone l’esperienza del filosofo Pitagora, noto matematico, che basava la sua dottrina sui numeri. Questo esperimento è il filo conduttore di tutta la musica basata sulla matematica. L’autore trasporta il lettore in un’analogia continua fra il mondo della fisica e quello della musica, evidenziando anche la crisi che entrambe ebbero quando la fisica classica si trovo a scontrarsi con la fisica relativistica, mentre la musica trovava in Schoenberg il primo fautore della musica atonale, decisamente poco apprezzata al quel tempo. Proseguendo nel suo percorso, Eli Maor presenta il diverso approccio conseguente ai cambiamenti: mentre la fisica relativistica ha oggi grande consenso ed un seguito numeroso, la musica atonale suona ancora dissonante alle nostre orecchie. Va in direzione contraria l’esempio della musica di Bach che ‘e interamente basata su principi matematici, eppure risulta “dolce” all’udito. L’autore inoltre riflette sugli stretti legami tra cosmologia e musica sia per la teoria delle stringhe (secondo la quale l’universo ‘e conseguenza delle vibrazioni di stringhe esistenti in undici dimensioni), sia per le rilevazioni dei “suoni delle stelle”, dovuti alle reazioni nucleari e a ciò che ne consegue: il nostro universo ‘e immerso in una melodia costante che non riusciamo ad udire per la distanza dalla fonte e perch ?e siamo immersi in essa da sempre.
Bizzarro come ciò fosse stato già anticipato dai pitagorici dell’antica Grecia! Nel complesso il libro ‘e un interessante viaggio attraverso epoche diverse alla scoperta di relazioni inimmaginabili tra numeri e vibrazioni.
 
 
Cristiano Galbiati, “Le Entità Oscure”
Liceo Scientifico “Alessandro Volta”
Reggio Calabria

docente: Anna Maria Borrello

Cristiano Galbiati, nel suo libro “Le Entità Oscure”, passa in rassegna gli attuali rompicapi della fisica moderna, imbattutasi in un “mondo inaspettato. Talmente inatteso che desta tanta confusione quanta meraviglia”. La cosiddetta materia oscura, sulla quale ‘e oggi riposta l’attenzione degli astrofisici: ‘e nuovo tipo di materia, prodotta successivamente al Big Bang, che risponde alle leggi della gravità, pur discostandosi totalmente dal Modello Standard. Solo attraverso la conoscenza e lo studio di essa sarà possibile scoprire le origini e il futuro del nostro Universo, attualmente ignoti all’uomo. Una ricerca che, riprendendo le parole dell’autore, si configura come uno “splendido viaggio”, intrapreso “oltre le Colonne d’Ercole della nostra conoscenza”, senza avere la consapevolezza del punto di arrivo. Un viaggio che coinvolge fisici, astrofisici, scienziati e filosofi, animati dal desiderio di progredire, anche solo di un piccolo passo.
 
Uno di questi è proprio Cristiano Galbiati, dottore di ricerca in Fisica all’Università di Milano, che trasportato dall’entusiasmo scrive questo libro nell’intento di rendere i lettori viaggiatori nell’Universo. Un tentativo che va a buon fine: da ogni parola traspare la sua passione per la fisica, coinvolgendo inevitabilmente il lettore. Leggi, esperimenti e modelli sono descritti in modo poetico e suggestivo, con la massima semplicità possibile, rendendo il libro accessibile a chiunque voglia accostarsi a questo mondo.
 
Uniche pecche dell’opera sono alcune ripetizioni e, soprattutto, la scelta di omettere i nomi dei fisici, sostituiti da perifrasi. Un espediente narrativo che, se da un lato desta curiosità, dall’altro, trattandosi di un saggio scientifico, può essere una vera e propria mancanza. . . ma appunto stiamo parlando di “entità oscure”.

 



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