Scoperto nel cervello un nuovo collegamento fra motivazione e movimento


QUANDO ci muoviamo e compiamo uno sforzo per raggiungere un obiettivo semplice, ad esempio procurarci del cibo per la cena, come decidiamo quali sono i passi da compiere, ad esempio andare a fare la spesa oppure recarsi a ristorante, e il percorso più breve da seguire? Rispondere non è facile, dato che entra in gioco un complesso mix di fattori, cognitivi, e psico-sociali, insieme ad elementi contingenti che variano a seconda della situazione. Tuttavia, una cosa è certa: i nostri spostamenti sono strettamente collegati con la spinta motivazionale dovuta alla previsione del premio – la cena – e sono ottimizzati in modo da minimizzare lo sforzo.

Oggi un gruppo di neuroscienziati del Mit aggiunge un tassello alla comprensione dei meccanismi cerebrali sottostanti, individuando il ruolo di una regione del cervello finora rimasta in ombra, chiamata setto laterale. I risultati sono pubblicati su Current Biology. Il setto laterale, una sottile membrana posizionata in una regione centrale del cervello, è nota per essere coinvolta nel controllo di ansia e paura, ma anche di impulsi aggressivi e nel regolare i comportamenti di attaccamento.

Per tutte queste caratteristiche gli scienziati ritengono che sia legata anche a comportamenti di dipendenza e disturbi di natura psichiatrica Il focus dei ricercatori è puntato proprio su questa regione, che è stata studiata in un modello animale di ratto, attraverso analisi dell’attività elettrica dei neuroni. Gli animali dovevano orientarsi nello spazio, in un labirinto a forma di T, per cercare e trovare una ricompensa di cibo. Successivamente l’esperimento è stato ripetuto in presenza di stimoli visivi e sonori che potevano aiutarli nella ricerca.

In base ai risultati dell’attività dei neuroni durante il compito, emerge che il setto laterale è connesso in maniera importante ad altre due regioni cerebrali collegate alla memoria, alla motivazione e al movimento. Una è l’ippocampo, essenziale per la formazione e il mantenimento dei ricordi, nonché per la capacità di muoversi e orientarsi a livello spaziale, e l’altra è l’area tegmentale ventrale, legata alla motivazione e al sistema della ricompensa e spesso coinvolta nel caso di dipendenze e disturbi della salute mentale. In particolare, l’area del setto risulta essere un punto di convergenza, come una sorta di crocevia, delle informazioni visuo-spaziali, motorie e motivazionali provenienti dalle altre aree. Inoltre, l’attività neuronale collegata al setto laterale risulta aumentata proprio nel momento della scelta di come muoversi: una prova questa, del fatto che potrebbe essere un importante punto di snodo per trasmettere le informazioni durante gli spostamenti finalizzati a un obiettivo – la cena.

Finora – specificano gli autori – non c’erano prove di questi collegamenti e del ruolo del setto laterale. “Portare a termine un compito semplice, come procurarsi cibo per la cena, richiede la partecipazione e la coordinazione di un’ampia quantità di regioni del cervello, con un vasto numero di fattori che possono avere un peso”, ha spiegato Hannah Wirtshafter, che ha coordinato lo studio, “per esempio, quanto sforzo è necessario per ottenere il cibo aprendo il frigorifero oppure recandosi a ristorante. Abbiamo scoperto che il setto laterale può aiutare nel prendere alcune di queste decisioni”. In pratica il setto laterale scatta una fotografia della scena, delle informazioni motivazionali e legate agli spostamenti necessari. E in questo modo integra e migliora la performance tenendo conto di questi e altri parametri.


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