«Sì, con Next Generation portiamo Giffoni nel futuro»


Il 23 luglio a Giffoni organizza un “summit dello sviluppo italiano in cui verrà presentato il nuovo Fondo per l’Investimento e in cui sarà annunciato Giffoni for kids, un acceleratore d’impresa”. Parola di Luca Tesauro, CEO e co-founder di Giffoni Innovation Hub, che da oggi e fino al 27 luglio porta a Giffoni Valle Piana (nel salernitano) Next Generation, la rassegna dedicata all’innovazione che approfondirà i principali temi dell’attualità innovativa del Terzo Millennio.

I focus. “In questa quinta edizione – ha spiegato Orazio Maria Di Martino, co-founder e COO di Giffoni Innovation Hub – sono tre le aree tematiche su cui abbiamo puntato per la parte educational del Dream Team: ricerca scientifica, tecnologia e automotive. Tre aree tematiche su cui i dreamers si confronteranno acquisendo strumenti per la creazione di progetti di valore collettivo volti ai mercati socio-creativo-culturali».

Percorso formativo

Next Generation è anche un percorso formativo sui temi del digitale e della web economy. In concreto 10 giorni di attività didattiche rivolte ai dreamers, i giovani talenti under 30 del Dream Team e i Giffoners dai sei anni in su che potranno partecipare ai creative digital labs di 3D printing ed elettronica, realtà virtuale e aumentata. Mentre per i ragazzi più grandi, dai 18 anni in su, in agenda workshop dedicati ai seguenti temi: Interactive Storytelling, Social Impact, Open Innovation, Big Data e Crowdfunding. Ne abbiamo parlato proprio con Luca Tesauro. Ecco cosa ci ha detto.

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Luca, 10 giorni in cui ospiterai i migliori talenti dell’innovazione.

«Next Generation è una rassegna che facciamo da 5 anni all’interno del Festival e ha un po’ lo scopo di portare Giffoni nel futuro grazie ad una serie di attività legate all’innovazione digitale e tecnologica. Vogliamo portare anche qui quello che sta succedendo a livello globale a livello di nuovi asset dell’innovazione, anche formando le nuove generazioni alle competenza richieste dai nuovi mercati del lavoro».

Ragazzi che voi chiamate dreamers.

«Sì, i ragazzi più grandi (fra i 18 e i 30 anni) che noi selezioniamo in giro per il mondo sono dei talenti che sviluppano progetti per aziende, enti e fondazioni. In dieci giorni fanno workshop su una serie di temi che vanno dal marketing al growth hacking, ma incontrano anche gli ospiti del festival e le istituzioni. Fanno un’esperienza di vita».

Di che tipo di progetti si tratta?

«La maggior parte sono progetti sono finalizzati alla creazione di prodotti per ragazzi, anche di edutainment».

Che possibilità lascia loro questa esperienza?

«Tantissime opportunità».

La parola chiave di questa edizione.

«Posso dirti che il tema su cui vogliamo insistere è quello delle competenze digitali. Lo facciamo dal 2016. Durante il Festival cerchiamo di portare i talenti di altri paesi. Giffoni vuole essere un hub anche per creare nuove opportunità di lavoro».

Luca, come siete cresciuti da cinque anni a questa parte? In che direzione state andando?

«Lato Giffoni, posso dire che forse è l’unico caso al mondo in cui un Festival ha creato una parte di innovazione (l’Innovation Hub), non ne esiste un altro. Giffoni, che è un polo in Campania, sta attraendo grandi brand per creare progetti di innovazione, anche sociale. Giffoni insomma non solo un festival per ragazzi, ma sta crescendo come polo su cui tutto il Mezzogiorno può fare riferimento come hub per l’innovazione».

Anche per le aziende.

«Certamente, possono venire qui e trovare talenti».

E nei prossimi anni?

«Sui temi della formazione, della produzione di format di eventi, ma anche di film e contenuti di un certo valore, Giffoni darà nuove opportunità ai ragazzi per arricchire le loro competenze. L’esempio? H-Farm e Big Rock».

 





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