«Sì, Katie Bouman è un role model di cui abbiamo (ancora) bisogno»


Alla fine sì, per la maggior parte degli scienziati quell’immagine (un’immagine, non una foto) del buco nero, passerà alla storia. A mettere insieme i pixel (ed erano veramente tanti) di quella non-immagine proveniente da una galassia lontana lontana un team di scienziati. Una squadra composta da 40 donne, tra cui c’era anche la scienziata informatica Katie Bouman, ritratta in una foto che passerà alla storia (il momento decisivo o giù di lì).  Da quel momento in poi, il curriculum di Katherine Louise Bouman (questo il suo nome per esteso) è diventato patrimonio dell’umanità. Vero, giusto, sacrosanto. Lei si schernisce, ha dichiarato che è un lavoro di team. Di gender gap, di comunicazione, ma anche di competenze e ovviamente di coding abbiamo parlato con Chiara Russo, co-founder insieme a Mara Marzocchi di Codemotion, piattaforma innovativa rivolta agli sviluppatori che mette in contatto società, professionisti IT e comunità tech.

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Russo, perché dobbiamo ancora sottolineare che Katie Bouman è una donna?

«Non mi hanno mai convinto le quote rosa e penso che le persone devono essere scelte per il merito. Dovrebbe essere normale avere parità fra uomini e donne in qualunque ruolo. Però sì è ancora utile parlarne per un motivo importante: serve da role model. Siamo ancora molto indietro e il role model funziona perché apre la mente ai ragazzi più giovani».

I numeri confermano che dobbiamo insistere?

«I numeri nell’ambito della tecnologia sono abbastanza sconfortanti: solo il 13% delle donne si laurea in Computer Science, una percentuale bassissima».

La ragione?

«Gli stereotipi di genere con cui siamo abituati a crescere. Per abbatterli e far capire alle ragazze che la tecnologia è per donne quanto per uomini devi far vedere degli esempi di donne che ce l’hanno fatta. É l’unico motivo per cui è corretto sottolineare che Katie Bouman sia una donna».

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La battaglia contro gli stereotipi di genere fa parte da sempre dell’approccio di Codemotion.

«Sì. Io ho studiato Ingegneria ed eravamo in 2 su 25o in aula. Ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire essere l’unica donna in ufficio, la sola che partecipa ad una riunione. Però alla fine se vai avanti con passione e determinazione superi qualunque tipo di barriera».

Nuove tecnologie e competenze. Che rapporto c’è?

«Oggi chi crea tecnologia è il protagonista dell’innovazione. Ci sono più di 200 mila posizioni aperte per professionisti IT solo in Italia e in Europa superano il milione. Vuol dire che c’è un’opportunità enorme: servono competenze in questo settore».

I profili più richiesti?

«Molto richiesti sviluppatori web, back-end, front-end, in ambito Big Data, cybersecurity, Intelligenza Artificiale».

Codemotion a Roma ha lanciato tre partnership importanti con Facebook, Google e Nexi.

«Abbiamo lanciato una piattaforma online che ci darà la possibilità di raggiungere molte più persone. Si tratta di percorsi di formazione. Nel caso specifico di Facebook, si tratta di un percorso di formazione da sviluppatore a CTO per startup, una figura che serve tantissimo, una figura chiave nello sviluppo di una startup».

 





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