Trovato il “software” genetico che modella gli organi


MILANO – Per la prima volta sono stati decodificati i programmi genetici che controllano lo sviluppo degli organi nei mammiferi, compreso l’uomo: sviluppati dall’evoluzione a partire da un unico “software” genetico ancestrale risalente a oltre 200 milioni di anni fa, sono finemente regolati da particolari molecole di Rna che introducono le differenze specie-specifiche soprattutto nelle fasi terminali dello sviluppo. Lo rivelano due studi pubblicati su Nature da una collaborazione internazionale guidata da Henrik Kaessmann dell’Università di Heidelberg, in Germania.

La chiave per la realizzazione di questi due lavori sta nelle nuove tecnologie di sequenziamento massivo, che hanno permesso ai ricercatori di esaminare e confrontare in parallelo l’attività dei geni presenti nelle cellule di cervello, cuore, fegato, rene, testicoli e ovaie di sei specie di mammiferi (uomo, macaco, topo, ratto, coniglio, opossum), sia prima che dopo la nascita. Si tratta di un importante passo avanti, perché finora mancava una visione globale di questi programmi genetici nei mammiferi, che erano noti limitatamente a singoli geni, specifici organi o particolari fasi dello sviluppo. Inoltre, gran parte degli studi condotti finora riguardavano esclusivamente il topo.


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